Cura della pelle

IGIENE

I detergenti, anche quelli più delicati, hanno una determinata “acidità” (Ph). Quelli cosiddetti “neutri” sono semplicemente “esenti da alcali in eccesso”, ma non per questo sono particolarmente delicati sulla pelle. Infatti i detergenti tendono ad alterare il Ph naturale della cute che, come si sa, non è uguale in tutte le parti del corpo. Le formulazioni BIODERM® si distinguono dagli altri detergenti per il particolare COMPLESSO DETERGENTE ISODERMICO® che, oltre a non contenere nessuna sostanza sensibilizzantepermette che i detergenti BIODERM® abbiamo un Ph autoequilibrante®. Una caratteristica unica e molto importante perché permette non solo di rispettare e non alterare il Ph della pelle (anche delle delicate mucose vaginali) ma soprattutto di contribuire al ripristino del suo stato ottimale.

PREVENZIONE

La pelle sensibile è fragile e più suscettibile ad allergie, arrossamenti, irritazioni, prurito e bruciori cutanei rispetto ad una cute “normale” poiché più predisposta a reagire ad agenti fisici o chimici aggressori. Questa condizione è estremamente diffusa ed in costante crescita tra la popolazione. Pochi sanno, infatti, che anche una pelle “normale” può divenire “sensibile” nel corso degli anni. I Ricercatori dei Laboratori Farmodermatologici FARMODERM impegnati da sempre nello studio di nuove soluzioni efficaci per prevenire e alleviare le patologie dermatologiche più diffuse hanno sviluppato una linea di prodotti per la prevenzione, protezione e cura ad “altissima affinità” con la pelle.

BENESSERE

Oltre alla detersione e alla prevenzione i Ricercatori dei Laboratori Farmodermatologici FARMODERM hanno studiato formulati specifici che rispondono a numerose esigenze: dall’igiene del cavo orale, al benessere dei nostri piedi. Proponiamo inoltre soluzioni per prevenire ed eliminare in modo naturale il cattivo odore corporeo e una intera linea specifica alla Vitamina E complessata con Acido Lipoico e Bisabololo per la protezione della cute secca, arrossata, screpolata, sensibile, intollerante o soggetta ad allergie.
[Tratto da: www.farmoderm.it ]

Congresso Podologia e Podiatria

Dal 27 al 29 aprile 2018 a Napoli AISLeC parteciperà al Congresso Mondiale di Podologia e Podoiatria dedicatoa “Biomeccanica e patomeccanica dell’arto inferiore”. Questo, in sintesi, il programma del congresso:

  • Biomeccanica dell’arto inferiore – Attualizzazione nella terapia riabilitativa e chirurgica, test diagnostici clinici validati, terapia ortesica plantare e digitale nel bambino e nell’adulto.
  • Biomeccanica della corsa nello sportivo – Il trattamento degli infortuni nello sport, a piedi nudi e con scarpe tecniche, trattamento riabilitativo e chirurgico e prevenzione degli infortuni con terapia ortesica plantare e digitale, prescrizione dei presidi e delle scarpe tecniche. Confronto fra le scarpe da corsa minimaliste e massimaliste.
  • Biomeccanica del piede diabetico e del piede reumatico – Evoluzione delle comorbidità e relativa evoluzione delle deformità: l’evoluzione del pattern di cammino. Percorsi terapeutici chirurgici e ortesici plantari e digitali.

Il Congresso è accreditato ECM per podologi, tecnici ortopedici, fisioterapisti, medici chirurghi. Iscrizioni aperte fino al 2 marzo 2018. 

Per informazioni, costi e iscrizioni visita il sito del Congresso mondiale di podologia e podoiatria 2018.

[Tratto da: www.aislec.it ]

Più valore per gli OSS

Valorizzare gli operatori socio-sanitari e coinvolgerli nella costruzione di progetti ha portato a noi ottimi risultati a livello sistemico. Innanzitutto bisogna considerare che gli OSS sono le figure più numerose in RSA e che sono desiderosi di definire le loro modalità lavorative. Il loro coinvolgimento in progetti di ricerca ha permesso sia di diminuire le situazioni di malcontento/conflitto e hanno portato anche a un risparmio economico. Per esempio sono stati coinvolti nella costruzione e compilazione di una griglia osservazionale che definisce l’applicabilità del corretto presidio assorbente in riferimento alla complessità assistenziale dell’ospite ed in riferimento al tipo di incontinenza, abbassando i costi ed i consumi dei pannolini in riferimento alle necessità assistenziali.

(Dott.ssa Mariangela Vanalli) leggi l’articolo completo qui

[Tratto da: https://info435820.wixsite.com/aiorsaweb/approfondimenti-per-oss-e-asa ]

Come affrontare un’ulcera nei pazienti che soffrono di vasculite?

Giuseppe ama profondamente la sua Sicilia dove vive insieme a sua moglie. La loro vita scorre serena anche se la vasculite lupica di cui soffre da più di 15 anni li obbliga a frequenti visite dal loro reumatologo di fiducia.

La vasculite è una malattia reumatica, di origine infiammatoria. La sua insorgenza è vasta, può colpire diversi organi e nel caso di Giuseppe le manifestazioni sono state a livello cerebrale: nelle persone che soffrono di questa malattia i globuli bianchi, solitamente deputati a proteggerci da agenti esterni, si scatenano contro l’organismo stesso creano forti danni. Quando una persona affetta da vasculite subisce un trauma, il suo sistema immunitario viene stimolato in maniera eccessiva e la reazione causa gravi problemi. Come nel caso di Giuseppe: per una banale caduta nella sua gamba sinistra si apre una enorme ulcera dolorosa che si ingrandisce sempre di più e che nessuna cura riesce a fermare.  Giuseppe cerca disperatamente una soluzione al suo problema su internet, legge di casi simili al suo e decide di rivolgersi al Centro Iperbarico di Ravenna dove arriva a gennaio per fare la prima visita

ulceragamba1Come si presenta la gamba di Giuseppe alla sua prima visita ?

Ecco i parametri rilevati:

  • Falanga C2
  • Estensione 30,1 cm2 (8×4,8)
  •  Valutazione perfusionale: PA 130/80 mmHg, FC 86/min, Pa caviglia 160, ABI>1, HGT 118 , HB 13,5, SpO2 96, TcPO2 41 mmHg , Laserdopplerflussimetria con TBI 0,41 e Test termico e variazione posturale patologico (deficit di microcircolazione e neuropatia periferica), IRPO ++++/++++ (buona sintesi di monossido di azoto, indice alto di probabilità di successo della ossigenoterapia iperbarica).

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Medici e infermieri del Centro Cura Ferite Difficili di Ravenna decidono insieme di attuare un percorso terapeutico personalizzato per Giuseppe. Bisogna agire subito su più fronti con l’obiettivo non solo di far guarire la ferita ma anche di alleviare il dolore: infatti Giuseppe  soffre molto nonostante prenda oppioidi ogni 12 ore e paracetamolo ogni 8 ore.

Il percorso terapeutico prospettato a Giuseppe è di circa 4 mesi e prevede:

  1. Ossigeno terapia iperbarica (Oti) : 30 sedute con frequenza biquotidiana a 2,5 ATA (FiO2 in maschera > 90%) della durata di 90 minuti, 5 giorni alla settimana dal lunedì al venerdì per 3 settimane. L’OTI comporta la ridistribuzione del sangue verso i tessuti sofferenti, esplica anche un’azione antibatterica diretta ed indiretta. L’effetto antinfiammatorio (inibendo la produzione di beta2-integrine che favoriscono l’adesività dei leucociti sulla parete capillare) è quello più importante in questo caso poiché di conseguenza migliora la sintomatologia. Potenzia inoltre gli effetti della terapia farmacologica e ha un effetto di stimolo sulla neoformazione vascolare.
  2. Trattamento FREMS come terapia antalgica per il dolore urente: per alleviare il dolore nel caso di Giuseppe si decide di utilizzare l’efficacia di una terapia con stimolazione elettrica come trattamento adiuvante in termini sia di dolore che di guarigione dell’ulcera.1L’infiammazione è spesso una risposta fisiologica di difesa e protezione da agenti che alterano gli equilibri biologici e biochimici dell’organismo e porta a situazioni edematose, dolorose e la stessa provoca la dilatazione dei capillari. La permeabilità delle pareti capillari aumenta, consentendo al plasma di penetrare negli spazi intercellulari. Il liquido si accumula tra le cellule e provoca gonfiore con conseguente dolore.

frems1Nel caso di Giuseppe lo schema terapeutico utilizzato per la FREMS è quello della vasculopatia con un ciclo di 15 sedute quotidiane di 35 minuti ciascuna.

L’ associazione della terapia FREMS è risultata molto utile non solo perché non è farmacologica e invasiva ma anche per una serie di altri motivi:

 

  • azione anti-infiammatoria: la risposta infiammatoria fisiologica porta a un danno dei tessuti e della parete dei vasi sanguigni. Nell’ulcera di origine autoimmune c’è una eccessiva risposta del sistema immunitario che si manifesta proprio con l’infiammazione. In questo modo si ottiene una riduzione del danno tissutale.
  • azione analgesica: il sangue non arriva bene nelle estremità delle dita e questo porta ad un aumento del dolore. In questo caso l’elettrostimolazione con FREMS™ agisce proprio sui neuroni del ganglio spinale grazie alla particolare forma degli impulsi e alla elevatissima intensità di picco che consente di lavorare direttamente con i recettori del dolore posti nelle strutture profonde.
  • azione vasomotoria: la vasomozione è l’attività ritmica pulsatile della muscolatura liscia dei vasi che regola l’attività del microcircolo: utile nei casi di circolazione arteriosa nel caso di Giuseppe è stata ancora più utile perché il paziente era reduce da un recente intervento di rivascolarizzazione.
  • azione angiogenetica: eroga delle sequenze di impulsi in grado di aumentare in modo significativo il rilascio di fattori di crescita plasmatici che favoriscono la nascita di nuovi vasi sanguigni.
  1. ulceragamba3Medicazione e bendaggio della ferita: le lesioni vasculitiche sono molto delicate da trattare perché se la lesione non tollera la medicazione si ottiene l’effetto contrario a quello desiderato: i globuli bianchi si arrabbiano e scatenano l’infiammazione.

Per questo motivo serve un debridement delicato con placche di idrogel. Sulla gamba edematosa di Giuseppe sono state applicate bende medicate con zinco e cumarina (estratto di meliloto con azione antiedemigena) mentre il bendaggio multistrati è stato realizzato con benda di cotone, cotone di Germania e benda di fissaggio coesiva con una frequenza di cambio quotidiana in modo da potere eseguire anche la FREMS terapia.

Una volta ottenuto l’ effetto antinfiammatorio e antidolorifico e la pulizia del letto della ferita, è stato eseguito un innesto cutaneo di cute bioingegnerizzata per ottenere la guarigione in breve tempo.

Ma c’è un quarto elemento nel percorso terapeutico di Giuseppe ed è quello che prevede pazienza, tenacia e fiducia. Giuseppe ha seguito tutto il percorso terapeutico per 4 mesi, sempre accompagnato da sua moglie: un po’ dispiaciuti di dover stare lontani dalla loro Sicilia, ma rincuorati dai progressi visibili giorno dopo giorno. Una storia iniziata con grande sofferenza ma conclusa con due sorrisi, quello di Giuseppe e sua moglie che una volta tornati a casa hanno ripreso la piacevole abitudine di fare una passeggiata insieme tutti i giorni. E ora che è guarito, è Giuseppe che con passo sicuro ed elegante offre il braccio a sua moglie.

 

Bibliografia

Magnoni C., Rossi E., Fiorentini C., Baggio A., Ferrari B., Alberto G. – Electrical stimulation as adjuvant treatment for chronic leg ulcers of different aetiology: an RCT.

[Tratto da: www.espertidivulnologia.it ]