Linee guida cliniche per il riconoscimento del melanoma del piede e delle unghie

Il melanoma maligno è un tumore cutaneo potenzialmente letale che può insorgere sul piede. La prognosi per la condizione è buona quando le lesioni sono diagnosticate e trattate precocemente. Tuttavia, le lesioni che si verificano sulle suole e all’interno dell’unità del chiodo possono essere difficili da riconoscere, causando ritardi nella diagnosi. Queste linee guida sono state redatte per avvisare gli operatori sanitari dei primi segni della malattia, in modo da poter cercare una diagnosi precoce….

[Tratto da: jfootankleres.biomedcentral.com ]

Revisione della letteratura. Cure palliative e terapia del dolore: legge 38/2010:indirizzi e finalità

Dai diari clinici, storie di pazienti… …e di ulcere…

“Non ne posso più… non mi lascia mai quando mi sdraio, di notte o di giorno.. mi stringe e mi impedisce di fare ogni cosa, dopo due passi si fa già sentire. Sono stanco di vivere così.. ma è mai possibile che non ci sia una cura a questa morsa? Stringe, costringe… m’innervosisco e poi è ancor peggio. A casa mia moglie non ne può più! Stanotte si è messa sulla porta a dirmi «Gigein cosa ci posso fare io? Come posso aiutarti.. non lo so…» Ecco, infermiera, mi dica lei…quanto durerà ancora questa tortura?”

“Sa com’è questa ulcera? Come i vetri.. che grattano, così… così… Fa malissimo. E quando è più caldo o stringe, il dolore è di più… senti tutto subito… anche la garza… anche la garza: capisci?!?”

“E questo dolore è da 2 anni e più, che me lo porto dietro, che me lo porto dentro… mi lega alla sedia e non mi muovo più. Poi piango…”rocco

La presentazione di Rocco Amendolara (infermiere, in servizio dal 1998 a tutt’oggi presso l’Azienda USL di Modena Sede di lavoro attuale: Area Gestione Strategica Risorse Umane | Ufficio Ricerca Clinica)  sulla revisione della letteratura riguardante il dolore nelle lesioni cutanee croniche. Un tema di fondamentale importanza che deve essere al centro della cura dei pazienti affetti da tali problematiche, tema che spesso viene tralasciato come se fosse normale provare dolore, soffrire. Tema a cui spesso si risponde: “porti pazienza….”!

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Grazie Rocco per il tuo contributo e grazie per la condivisione

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L 38_2010 – Amendolara

[Tratto da: www.espertidivulnologia.it ]

Un incidente in auto e una ferita alla gamba che non guarisce. Storia di Ilde e della sua ulcera traumatica guarita in 3 mesi

Ilde, ha 48 anni e una figlia di nome Letizia alla quale è profondamente legata e con la quale ama trascorrere ogni momento libero.

Un pomeriggio, mentre Ilde e sua figlia tornano a casa si trovano coinvolte in un incidente d’auto: a Letizia non accade nulla, solo tanto spavento. Ilde, invece, prende una botta alla gamba e deve andare al Pronto Soccorso. La ferita, per quanto lacero contusa, non appare molto grave: viene medicata e dopo tutti gli opportuni accertamenti Ilde viene tranquillizzata e rimandata a casa.

Purtroppo però la piccola ferita di Ilde inizia a creare un grande problema.

Dopo qualche giorno Ilde sente un dolore sempre più forte e la sua ferita anziché guarire diventa più grande. Accompagnata da sua figlia torna al Pronto Soccorso dove il medico pulisce la lesione (una ferita lacero contusa all’arto inferiore sinistro) e provvede allo svuotamento parziale dell’ematoma che si è creato al momento dell’incidente.

Ancora una volta l’intervento medico non è risolutivo tanto che Ilde continua a sentire dolore, e la ferita diventa ancora più grande. Letizia non sa più che fare per alleviare la sofferenza della mamma: grazie al medico di famiglia scopre l’esistenza del Centro di Cura Ferite Difficili dell’Ausl di Ravenna ospitato presso il Centro Iperbarico di Ravenna dove si rivolge per una prima visita di controllo.

Ilde inizia il suo percorso di cura.

Il 12 novembre 2014 Ilde fa la sua prima visita al CCFD di Ravenna dove vengono rilevati i seguenti parametri:

  • Pressione arteriosa 120/70
  • Frequenza cardiaca 96
  • SpO2 98% aa
  • Glicemia (HGT) 103 mg/dl
  • HB 12,7 g/dl
  • PtcO2 30 mmHg
  • Pa alla caviglia 160
  • ABI (indice di Winsor) > 1
  • Valutazione del dolore (scala NRS): 8

La ferita di Ilde, con escara ed ematoma sottocutaneo, viene fotografata in modo da poter monitorare il percorso di guarigione.

ulcera traumatica CCFD RAVENNA

Il medico che visita Ilde stabilisce un percorso terapeutico che integra diversi interventi. Riuscirà Ilde a guarire e smettere di soffrire? 

La situazione è complessa e  oltre alle medicazioni richiede anche il trattamento con Ossigenoterapia iperbarica e l’uso della terapia FREMS. La ferita di Ilde viene trattata nel seguente modo:

  • Debridement strumentale della ferita con svuotamento dell’ematoma che nel frattempo si è riformato così da evitare l’insorgere di nuove infezioni
  • Ossigeno Terapia iperbarica 15 sedute della durata di 90 minuti a 2,5 ATA
  • Terapia a pressione negativa preceduta da ecografia dei tessuti molli
  • Medicazioni con bende alla cumarina associate a terapia compressiva per agevolare la pulizia topica della ferita e per impedire il ristagno di liquidi
  • Terapia FREMS 15 sedute con cadenza quotidiana
  • Innesto bioingegnerizzato eterologo per accelerare il processo di guarigione.

Dopo l’esportazione dell’ematoma e dell’escara, la ferita di Ilde inizia a cambiare aspetto, ma siamo ancora lontani dalla sua guarigione.

2_Ferita dopo esportazione ematoma ed escara

Per apprezzare il miglioramento Ilde deve sottoporsi alla terapia compressiva e fare le sedute in camera iperbarica che favoriscono e soprattutto velocizzano il processo di guarigione. La ferita inizia a mostrare sensibili segni di miglioramento  e l’aspetto diventa decisamente migliore dopo l’applicazione dell’innesto bioingegnerizzato omologo.

Ferita dopo Innesto bioingegnerizzato omologo

La terapia FREMS, per rivascolarizzare la ferita e ridurre il dolore.

Ilde segue il programma FREMS specifico per ulcera traumatica che oltre alla rivascolarizzazione delle ferita riduce il dolore: 15 sedute di neurostimolazione FREMS., un tipo di trattamento che prevede il rilascio di segnali elettrici biocompatibili generato da neurostimolatori computerizzati.

Il medico del CCFD, dopo aver analizzato il caso di ulcera traumatica di Ilde, propone per lei un piano di terapia FREMS  personalizzato. La seduta del programma indicato nel caso di Ilde è “Vulnologia”, la tipologia dell’ ulcera selezionata è “traumatica” ed ogni trattamento prevede una durata di 35 minuti.

Una volta applicati gli elettrodi attorno alla ferita, nella caviglia e nell’avampiede, s’inizia a far aumentare lentamente l’ampiezza e la frequenza dell’impulso regolandolo in base alla sensibilità del paziente. In questo modo si sollecita la parte nervosa della lesione, si aumenta la vascolarizzazione dell’area colpita e si ottiene un altro beneficio della neurostimolazione FREMS cioè l’effetto antalgico.

ulcera traumatica con applicazione FREMS

 

Nel caso dell’ulcera traumatica è importante non solo diminuire la sintomatologia dolorosa ma anche sostenere i fattori di crescita dei nuovi vasi e questo avviene attraverso impulsi ritmici. Infatti dopo un trauma, oltre alla possibile perdita di tessuto, la zona colpita rischia un’infiammazione localizzata e la formazione dell’ematoma o dell’edema. La neurostimolazione FREMS favorisce il rilascio di sostanze anti-infiammatorie che aiutano a ridurre l’edema e a riportare ossigeno nelle zone colpite dalla sofferenza tissutale.

Anche le ferite difficili possono avere un lieto fine.

Ilde ha seguito tutto il percorso terapeutico stabilito con i medici del CCFD.  Sua figlia Letizia le è stata vicina per ogni seduta e medicazione. Hanno condiviso e gioito per ogni progresso, e festeggiato per ogni millimetro di ferita che si richiudeva. Ilde ha resistito al dolore e via via che la ferita  si restringeva il sorriso sul suo viso si allargava. Dopo tre mesi dall’inizio delle cure, Ilde e Letizia il 13 febbraio 2015 hanno fatto la visita di controllo e hanno ritirato un referto in cui era scritta una bellissima parola: GUARITA.

Poi sono uscite dal CCFD tenendosi per mano e noi che eravamo lì a salutarle abbiamo visto una cosa bellissima: Ilde non zoppicava.

Ulcera traumatica di Ilde guarita piccola

 

Bibliografia

F.Neri, D.Olezzi, A.Samaras, A.Giannetti, C.Magnoni, Randomized controlled clinical study on the application of the treatment FREMS in the management of chronic ulcer of lower limb. EPUAP 2010, Birmingham

FREMS™ è una tecnologia costituita da segnali elettrici biocompatibili generati da neurostimolatori computerizzati e somministrati attraverso elettrodi transcutanei. FREMS™ è una tecnologia commercializzata  in Italia e all’estero da Lorenz Lifetech S.r.l.

di: Elisa Ronzullo.

[Tratto da: www.espertidivulnologia.it ]