Il giorno 8 Maggio 2021 si è svolto il Webinar monotematico dal titolo:” Strategia tecnologica nella riparazione tissutale: la Bioingegneria”, che ha visto un interesse di 185 visualizzazioni.

Vi alleghiamo l’abstract del corso:

IVAN SANTORO

Nella gestione di un paziente con rischio di lesione cutanea o di una lesione già esistente che essa sia acuta o cronica, l’ approccio consigliato da tutti i documenti di posizionamento e Linee Guida è la valutazione a 360° del paziente stesso.

 

Ricordando che il fulcro del processo assistenziale è sempre basato sulla PREVENZIONE  e i suoi cardini:

  1. Valutazione della cute
  2. Identificazione dei soggetti a rischio
  3. Valutazione dello stato nutrizionale
  4. Mobilizzazione dei soggetti a rischio
  5. Educazione sanitaria

 

Nella valutazione olistica e per un trattamento gold standard del paziente è necessario tenere in considerazione i seguenti items ( secondo il triangolo wound assessment):

 

  • LETTO DELLA FERITA
  • CUTE PERILESIONALE
  • BORDI PERILESIONALI

 

Evidenziando l’ eventuale presenza di:

 

  • macerazione
  • escoriazione
  • eczema
  • ipercheratosi
  • disidratazione
  • sottominature
  • bordi arrotolati
  • cute secca
  • callo.

 

Da non sottovalutare il livello e la tipologia di essudato. Un essudato abbondante è l’indicatore di presenza di un probabile sviluppo di un processo d’infezione locale della lesione che può trasformarsi in sistemica se non si interviene correttamente, con conseguente aumento del DOLORE ( V° parametro vitale) a carico del paziente.

Gli obiettivi finali della valutazione e dell’ intervento tempestivo in Team Multidisciplinare sono i seguenti:

  • RIMOZIONE DEL TESSUTO NECROTICO NON VITALE
  • RIDURRE LA QUANTITÀ DI ESSUDATO PRESENTE O PREVENIRE L’ECCESSIVO ESSICCAMENTO DELLA LESIONE  CHE POSSONO RITARDARE  O IMPEDIRE LA GUARIGIONE DELLA LESIONE
  • IDENTIFICARE LA PRESENZA DI INFEZIONE PER VALUTARE UNA TERAPIA SPECIFICA ( TEAM MEDICO).

La preparazione del letto della ferita o Wound Bed Preparation (WBP), ha un ruolo determinante nel trattamento delle lesioni cutanee. Per poter applicare nella pratica clinica il concetto di preparazione del letto della ferita, l’International Wound Bed Preparation Advisory Board, ha introdotto l’acronimo TIME, che definisce quali siano i componenti fondamentali da prendere in considerazione. Nel Marzo 2019 attraverso il nuovo documento di posizionamento dello JWC (Journal Wound Care) sono state inserite le lettere R ( rigenerazione) S ( fattori sociali) per rendere ancor più performante la gestione delle lesioni cutanee complesse.

Infine il focus di questo webinar sarà su una medicazione tecnologica membrana di collagene animale (equino o bovino) contenente gentamicina solfato impiantabile e completamente riassorbile utilizzata nel trattamento e nella prevenzione delle infezioni del sito chirurgico e nelle lesioni cutanee contaminate in ausilio alla somministrazione sistemica di antibiotici.

 

SONIA SILVESTRINI

 

L’ingegneria tissutale  è il settore terapeutico interdisciplinare che si pone l’obiettivo di soddisfare le esigenze mediche legate a tessuti ed organi ricreandoli, ingegnerizzandoli o favorendone la riparazione  nel caso siano danneggiati mediante la stimolazione degli auto-meccanismi di riparazione dell’organismo.  Il tutto finalizzato a ristabilire, ricreare o migliorare le loro originarie funzioni biologiche.

Oltre a rappresentare  anche uno degli strumenti utilizzati dalla medicina rigenerativa , studia la progettazione e la realizzazione di bioreattori dove vengono prodotti organi e tessuti, partendo dall’inseminazione di cellule in opportuni scaffold, ovvero delle impalcature tridimensionali, di varia natura, che sostengono l’architettura cellulare.

Gli scaffold, in genere sono in materiale nanocomposito polimerico biocompatibile e sono ingegnerizzati al fine di permettere una miglior adesione, crescita, differenziazione e diffusione cellulare, definendo la forma finale dell’organo o tessuto da rigenerare e possono essere a base di :

  • acido ialuronico,
  • collagene e collagene-glicosaminoglicani copolimeri.

Si presentano in varie tipologie :

  • gel,
  • spugne,
  • rotoli,
  • membrane,
  • pad non-tessuto.

I composti di Collagene rientrano nella fase ‘R’ del TIMERS, ossia nel processo di rigenerazione/riparazione tissutale e per la biointerazione, favoriscono ed accelerano i processi di granulazione.

Il collagene è una proteina fibrosa che costituisce la matrice extracellulare dei tessuti umani tra i quali pelle, tendini e ossa e che rappresenta circa il 25% delle proteine totali del corpo. Svolge una funzione importante nel processo biologico della cicatrizzazione fungendo da driver dei processi di riparazione tessutale. La sua azione meccanica fornisce un supporto strutturale, contribuendo a:

  • fornire una struttura portante (scaffold) per il recupero della perdita di sostanza,
  • controllare la differenziazione, la migrazione e la sintesi di numerose proteine delle cellule,
  • favorire la formazione fisiologica dei fibroblasti, del tessuto di granulazione e del collagene nativo,
  • facilitare il contatto di piastrine e fattori della coagulazione (emostasi),
  • favorire la neoformazione di capillari (angiogenesi),
  • accelerare il processo di guarigione delle lesioni cutanee acute, croniche e traumatiche.
  • forma sul fondo della lesione uno strato di gel che viene lentamente riassorbito dal tessuto sottostante, accelerando in modo naturale il processo di riparazione tessutale grazie alla sua azione meccanica,
  • protegge la ferita dall’ambiente esterno e permette di mantenere un ambiente umido costante sul letto della ferita.

E’ necessario rammentare che l’ambiente umido è la chiave per una guarigione più rapida. Il mantenimento costante di un’interfaccia umida con la lesione è fondamentale nel processo di guarigione delle lesioni.

Il Processo di Riparazione Tissutale si articola in tre fasi :

  1. infiammazione – emostasi e migrazione cellulare,
  2. proliferazione – sviluppo di tessuto di granulazione e deposizione del collagene,
  3. rimodellamento – rimodellamento del collagene nella cicatrice.

Il Collatamp Bovino è collagene rinaturato di tipo 1 contenente gentamicina solfato, con le seguenti caratteristiche :

  • insolubile,
  • altamente purificato,
  • estratto dai tendini di Achille dei bovini,
  • naturale (cioè non degradato o modificato enzimaticamente),
  • fibrillare (contiene piccoli gruppi di fibrille),
  • non presenta cross-linking addizionale.
  • Ha attività battericida verso un ampio spettro di patogeni:

 Escherichia coli,

 Proteus species

 Klebsiella-Enterobacter-Serratia group

 Le specie Citrobacter

 Staphylococcus species (incluse le famiglie pennicillino & meticillino resistenti).

Il collagene accelera l’ emostasi del sangue, favorendo l’adesione delle piastrine lungo le sue fibre, che si attivano e danno avvio alla cosiddetta aggregazione piastrinica.  La gentamicina contenuta viene liberata localmente per diffusione, in seguito alla degradazione enzimatica naturale della matrice stessa.                                                                                                            La velocità di assorbimento del Collatamp Bovino varia da un range di 5-14 giorni, poiché è  maggiore nelle aree ad elevata perfusione ematica, mentre è più lenta nelle aree a prevalenza di tessuto osseo.

La matrice di collagene a contatto con l’essudato si trasforma in un morbido gel conformabile, biodegradabile e bioassorbibile che protegge la ferita da tutti quei fattori che rallentano il processo di guarigione, poiché favorisce la deposizione e l’organizzazione di nuove fibre di collagene e del tessuto di granulazione nel letto della ferita donando alla pelle la sua forza di trazione. Svolge un ruolo fondamentale in ogni fase di guarigione.                                                                                                                                     Il ruolo del Collatamp è proprio quello di richiamare verso la ferita cellule importantissime per la salute della cute come fibroblasti e cheratinociti che promuovono il debridement, l’angiogenesi, e la riepitelizzazione. Il collagene è perciò un valido alleato nella guarigione delle lesioni perchè crea un’impalcatura fisica fondamentale per la crescita di nuovo tessuto.

Le lesioni per le quali è consigliato l’utilizzo di una medicazione Collatamp sono:

ferite a parziale/tutto spessore;

ferite con poco o moderato essudato

innesti cutanei e siti di donazione di pelle

ustioni di secondo grado

ferite granuleggianti

ferite non-healing / croniche (per avviare le ferite che sono ferme nella fase infiammatoria riducendo i mediatori dell’infiammazione),

 deiscenze ferite chirurgiche,

 interventi di cardiochirurgia e di ortopedia.

Le controindicazioni all’uso includono :

 ustioni di terzo grado,

 sensibilità del paziente a prodotti bovini, suini o aviari,

 ferite coperte di escara secca,

 intolleranza accertata alla gentamicina.

Per Informazioni: infowulnotech@gmail.com

www.ilditonellapiaga.it

Di admin

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