Il 29 Maggio si è tenuto il Webinar Wulnotech dal tema LA NATURA UN VALIDO AIUTO PER IL WOUND CARE.

Si è parlato di medicazioni a base di miele medicale e nello specifico di Miele medicale GOX meglio conosciuto con la marca REVAMIL ® che ha registrato 109 iscritti con 184 visualizzazioni.

Premessa.

Non dobbiamo dimenticare che circa 2Mln di persone sono affette da lesioni cutanee di varia eziologia. (3% della popolazione). Che circa il 15/25% della popolazione ultra 85enne presenta un’ulcera, ed il 60% delle ulcere agli arti inferiori insorge dopo i 50 anni. Circa 460.000 sono le giornate perse dai pazienti e dai loro famigliari per ricorrere alle giuste cure. E 900 MLN di Euro è la spesa a carico del SSN (Servizio Sanitario Nazionale).

Ricordiamo anche che i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) non sono ancora applicabili a tutte le regioni italiane. Pertanto molti utenti che hanno diritto a ricevere le prestazioni del SSN sono costretti a rivolgersi a specialisti privati e ad acquistare direttamente i prodotti necessari per le cure o i dispositivi medici da utilizzare per lo sgravio delle pressioni, ma anche per le calzature (piede diabetico) etc.

 

ALESSANDRA VERNACCHIA: Storia del miele medicale

Il miele è stato probabilmente il materiale terapeutico più antico usato dall’uomo per la cura delle sue ferite.  Spesso usato empiricamente per guarire ulcere o piaghe della pelle in particolare degli arti inferiori e dei piedi. L’uso del miele ha avuto ampie conferme scientifiche in tempi più recenti.

Documenti molto antichi presentano il miele sotto l’aspetto medicinale. Il primo impego conosciuto riale al 2100-2000 a.c. documentato dal ritrovamento della tavoletta sumerica di Nippur (centro sumerico nella Valle dell’Eufrate). Il miele viene nominato in una miscela con sabbia di fiume macinata, acqua, olio e olio di cedro.

Risale al 1500/1600 a.c. Il primo trattato di medicina che riporta l’utilizzo del miele. Documentato nel papiro di Edwin Smith anche definito “Papiro Chirurgico”. Scritto in ieratico (corsivo del geroglifico) riporta numerose ricette dove viene riportato il miele in aggiunta al grasso. E’ l’unico testo della cultura egizia che non mescola la magia con la medicina. Infatti il Papiro di Ebres databile nello stesso periodo 1550 a.c. oltre a riportare diverse miscele imputabili alla magia, incorpora delle prescrizioni di miele come rimedio di cura per le ferite chirurgiche (circoncisioni) ed anche come componente contraccettiva.

Nella cultura egizia era ampiamente praticata l’apicoltura, ed è possibile che questi usi si siano diffusi presso altri popoli vicini quali gli assiri ed i babilonesi.

Altri documenti e reperti inerenti all’uso del miele li ritroviamo nell’Isola di Creta dove nel museo Archeologico di Heraklion si può ammirare un pendaglio di finissima fattura dell’arte Minoica, formato da due api arcuate che reggono una goccia di miele (secolo XVII a.C.)

Nell’isola di Corfù è situato il monastero di Pantokratoras dove durante l’impero bizzantino (395 d.C.– 1.453 d.C.) si preparavano sciroppi, impiastri, unguenti e preparati vari a base di miele, tutti a scopo medicinale.

In ambito romano, Plinio il Vecchio (23 – 79 dC) cita l’impiego terapeutico del miele nella sua Naturalis historia e descrive quali tipi di miele impiegavano altri popoli nelle cure.  Plinio indica inoltre l’uso della lana per applicare il miele sulle ferite.

Ippocrate (350 d.c.) padre della medicina, impiegava una soluzione di miele e aceto per curare i dolori mentre per la sete raccomandava l’idromiele.  Per le piaghe impiegava un preparato ottenuto dal miele miscelato all’ossido di rame.

In Oriente l’impiego del miele è presente nell’antica medicina cinese e si trova descritto anche nei testi ayurvedici. Così come l’uso terapeutico è rintracciabile presso antiche culture come quella cinese, quella araba, quella indiana, quella greca ed anche tra i popoli del Nord Europa, del Sud America e dell’Africa nera. Il progredire della medicina moderna andò in parte cancellando o emarginando l’uso terapeutico del miele, rimasto invece popolare nelle nazioni più povere come quelle africane, ma anche quelle dell’Est europeo e della Russia, dove si sono cercate basi scientifiche.

La sua riscoperta non deriva solo da un ritorno in auge delle medicine naturali, ma è partita dalla stessa medicina ufficiale nel momento in cui incontrava dei limiti, in particolare per le capacità di cura delle ferite.

Arrivando a tempi più recenti, nel 1919 è stata dimostrata l’attività antibatterica del miele sul gruppo Salmonella. Infatti i soldati russi durante la Prima Guerra impiegavano il miele per guarire le ferite così come quelli tedeschi lo usavano per lenire ulcere, ferite e bruciature.

Nella seconda metà del secolo scorso diversi ricercatori hanno dimostrato le sue proprietà curative nel trattamento di ferite ed ulcere della pelle: Bulman (1955), Armon (1980), Bergman et al. (1983), Jeddar (1985), Efem (1988), McInerney (1990), Somerfield (1991), Tovey (1991, in particolare in ulcere croniche dei lebbrosi), Greenwood (1993, che mise in relazione l’efficacia del miele con le specie vegetali da cui provengono), Molan (1999, 2006), Maddocks (2012, che indica il miele di Leptospermum scoparium, un arbusto originario dell’Australia e la Nuova Zelanda molto impiegato come ornamentale in Italia, nel controllo di Streptococcus pyogenes), Molan e Rhodes (2015), Winter (2016).

Recentemente Saikaly e Khachemoune (2017) hanno fatto una revisione accurata di più di un centinaio di lavori scientifici pubblicati tra il 2010 ed il 2016.  Gli studi analizzati dimostrano in modo inequivocabile l’efficacia del miele nella cura delle lesioni di difficile guarigione e nelle infezioni delle ferite chirurgiche grazie alle proprietà antimicrobiche ed alla sua capacità alterare alcune funzioni fisiologiche ed immunologiche.

 

IVAN SANTORO: proprietà del miele medicale GOX

 

Oggi il miele è diventato un serio trattamento nel wound healing (cura della ferita) e un valido aiuto per evitare l’utilizzo spropositato di terapie antibiotiche.

Le peculiarità del miele medicale GOX sono le seguenti:

Antibatterica → grazie alla presenza del perossido di idrogeno a lento rilascio (3×1000), del pH leggermente acido 3,5, del Methylglyoxal e l’elevata concentrazione del peptide Bee defensin 1( proteina coinvolta nella produzione di pappa reale e di miele, è prodotta dalla ghiandole faringee delle api).

Anti infiammatoria e antiedemigenica (con conseguente riduzione del dolore V° parametro vitale,) → grazie alla presenza degli antiossidanti del miele, acidi organici e falvonoidi (composti polifenolici metaboliti secondari delle piante, sono principalmente idrosolubili, sono di solito presenti nella pianta come glicosidi).

Inoltre grazie alla sua formulazione permette un’azione antiossidante con conseguente natural debridement, garantendo un ambiente umido nel letto di ferita.

Trova impego in tutte le fasi del T.I.M.E.R.S.

Il miele medicale gox positive è sicuro, in quanto è sterilizzato con raggi gamma (quindi a freddo) che garantisce la sterilità del prodotto, non permette la distruzione dei principi attivi. Garantisce con questo processo di sterilizzazione, un’elevata carica enzimatica e quindi l’azione multifattoriale.

 

SONIA SILVESTRINI:  WBP – T.I.M.E.R.S.  E MIELE MEDICALE  GOX

L’acronimo TIMERS, è una guida pratica e dinamica che ha lo scopo di focalizzare l’attenzione sui principi della Wound Bed Preparation (WBP).

 

T – Tessuto necrotico o devitalizzato

I – Infezione o Infiammazione

M – Macerazione o Secchezza : squilibrio dei fluidi

E – Epidermide : margini che non progrediscono sul letto della ferita

R – Rigenerazione / Granulazione

S – Fattori Sociali

 

E’ Importante puntualizzare la terminologia e la distinzione di ciò che si osserva sul letto della lesione :

  • Fibrina – tessuto di colore tendente al giallo che aderisce al letto della lesione in filamenti o in ammassi ispessiti a carattere mucillaginoso.
  • Slough – devitalizzazione del tessuto che assume una colorazione bianca, giallastra o grigia.
  • Biofilm Batterico: rappresenta un’aggregazione stabile e complessa di microrganismi che interagiscono chimicamente tra loro promuovendo la secrezione di una matrice polisaccaridica adesiva e protettiva, si costituisce in 5 fasi:

Fase 1: attecchimento iniziale

Fase 2 : attecchimento irreversibile

Fase 3 e 4: maturazione

Fase 5: dispersione per colonizzare altre zone

 

La presa in carico del paziente è multidisciplinare, sono molteplici le figure professionali coinvolte e perciò è necessaria una valutazione a 360°.

Dalla valutazione del paziente, compiuta all’ingresso ed aggiornata durante la degenza, nasce il piano assistenziale inteso come l’insieme degli interventi che vengono realizzati sul paziente.

Nel piano assistenziale occorre calibrare gli interventi in modo che siano conformi ai valori ed allo stile di vita della persona e dei suoi familiari, in base alle abitudini ed ai ritmi del soggetto.

Nella popolazione generale ospedaliera si rileva una prevalenza di rischio di insorgenza di lesioni compresa tra l’8 e il 13% in varie casistiche, che aumenta nei pazienti anziani ad alto rischio fino al 33%.

Cosa osservare con il “tatto” :

  • La struttura e l’umidità della cute, pelle liscia o rugosa e se si presenta asciutta o secca. La secchezza può trasformarsi in xerosi cutanea, può essere accompagnata da prurito, e può essere talmente invalidante da modificare la qualità della vita.
  • Il Turgore , se la pelle è ferma e resistente al movimento; o se la pelle una volta pinzata tra le dita e lasciata, ritorna alla sua forma o rimane sollevata. (questo può verificarsi a causa di cambiamenti normali della cute, o in relazione alla perdita del sottocutaneo, ma può anche essere in indicatore di disidratazione o malnutrizione.)
  • La Temperatura: individuare col tatto se vi sono zone con maggior calore e se vi è associato una variazione di colore.

Mentre:

  • L’ Odore: può essere in indicatore dell’incapacità della persona a prendersi cura di sé. L’odore può essere riferito ad alcune malattie della pelle, o malattie sistemiche.
  • Ascoltare: raccogliere informazioni sulla sua anamnesi potrebbe darci degli indizi sulla causa di eventuali lesioni.
  • Le pieghe della cute: sono due parti di pelle soggette a sfregamento, queste includono le zone dell’inguine, sotto i seni, le ascelle e tra le dita delle mani e dei piedi. Spesso queste zone sono compromesse, il caldo e la conseguente umidità creano le condizioni per lo sviluppo di micosi. Particolare attenzione deve essere fatta quando si lava e asciuga il paziente.

 

Nelle procedure di gestione delle lesioni cutanee di difficile guarigione, l’obiettivo principale è quello di eliminare dal letto della ferita tutte le condizioni non-healing (ostacolo per la guarigione) e di sviluppare e proteggere le condizioni pro-healing (favorenti la guarigione).

Recentemente le medicazioni tecnologiche a base di miele medicale hanno destato tantissimo interesse nel campo del wound care, divenendo una seria e valida alternativa per la loro potenza battericida, per non aver riscontrato alcun effetto collaterale e per i numerosi successi ottenuti nel trattamento di lesioni infette, ove la terapia antibiotica tradizionale aveva fallito.

Gli effetti del miele medicale –  Meccanismo antibatterico e favorente la guarigione delle lesioni cutanee

  1. Attività antiossidante
  2. Attività antimutagenica
  3. Attività antiproliferativa
  4. Modulatore di estrogeni
  5. Attività antinfiammatoria
  6. Attività immunomodulatoria
  7. Attività apoptotica
  8. Effetto antitumorale
  9. Modulazione dell’insulina e dell’angiogenesi

Esistono numerose ed autorevoli pubblicazioni internazionali che confermano, ribadiscono ed esaltano le potenzialità delle medicazioni a base di miele medicale, tali dispositivi medici sono composti da miele di grado medicale puro ad elevato tenore enzimatico, successivamente irradiato a raggi gamma, di qualità costante e riproducibile.

Azione :

 

  • inibisce la proliferazione batterica, grazie al lento rilascio di perossido di idrogeno a basso dosaggio;
  • garantisce l’ottimale gestione di lesioni croniche ed acute;
  • contribuisce a migliorare naturalmente la qualità della vita di pazienti affetti da ulcere cutanee;
  • può essere utilizzato su ogni tipo di lesione, in tutte le fasi della gestione della ferita, grazie alla sua elevata azione antibatterica ed antinfiammatoria.

 

Per ogni fase tissutale ed in rapporto al TIMERS, le medicazioni a base di miele medicale sono disponibili in diverse tipologie di formati e formule:

             GEL – è composto da miele purissimo al 100% standardizzato e sterilizzato a raggi gamma. Particolarmente ricco di enzimi, svolge un’efficace azione antibatterica ed antinfiammatoria grazie al lento rilascio di perossido di idrogeno al 0,03‰. L’acido gluconico crea un ambiente acido pari a ph 3,5 tale da inibire la proliferazione batterica.

 

             BALM – è un unguento dermoprotettore composto da miele medicinale puro e cera alba. Grazie all’elevato contenuto di miele, ha proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e antinfiammatorie.

 

             WOUND DRESSING –  è una medicazione morbida in poliacetato impregnata di miele puro al 100% ad elevata concentrazione enzimatica. La medicazione è sterilizzata a raggi gamma non aderisce al letto della lesione.

 

             MELGINATE –  è una medicazione indicata per ferite essudanti, composta da fibre naturali di alginato di calcio in combinazione con miele medicale puro ricco di enzimi. Il  Melginate applicato su lesioni essudanti ne assorbe il fluido, gelificando rapidamente e facilitando successivamente la rimozione completa della medicazione senza lasciare residui sulla ferita. Il gel formato dall’alginato in combinazione con il miele a ph 3,5 sviluppa una forte azione antibatterica mantenendo umido l’ambiente della ferita. Grazie all’assorbimento dei fluidi la cute perilesionale viene protetta dalla macerazione.

 

             COLLAGEN – è una medicazione per ferite a base di collagene equino e miele medicale per il trattamento di lesioni da pressione, lesioni di origine venose, del piede diabetico, lesioni croniche e ferite traumatiche acute. Il Collagen è costituito da collagene equino con l’aggiunta di miele puro sotto forma di pad spugnosi, liofilizzati e sterili facilmente adattabili alle aree di applicazione.

 

Molti studi hanno evidenziato le bioattività del miele, mettendone in evidenza soprattutto l’azione antimicrobica, l’effetto osmotico e di debridement, ma anche l’efficacia contro il cattivo odore, l’azione anti-infiammatoria, antiossidante e l’incremento della riparazione tissutale.

Di admin

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