Autrice: Dott.ssa Sonia Silvestrini ( WCS- S.G.Addolorata Roma TEAM WulnoTECH)

La legislazione italiana (Legge n. 38/2010, art. 7) richiede di registrare nella documentazione sanitaria con apposite scale visivo/analogiche di valutazione (tipo VAS) le caratteristiche del dolore, la sua evoluzione, la tecnica antalgica, i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi ed il risultato antalgico conseguito proprio in virtù dell’importanza della tematica. Anche il Codice deontologico dell’Infermiere (IPASVI 2019), così come definito all’Art. n. 18, prevede che il professionista Infermiere si attivi per prevenire e contrastare il dolore compreso i sintomi correlati, alleviando la sofferenza ed adoperandosi affinché l’assistito riceva i trattamenti terapeutici necessari, nel rispetto della volontà del paziente.

Nella comune pratica clinica vengono effettuati diverse procedure potenzialmente dolorose indipendentemente dall’invasività della stessa.                                                                                                                                                    E’quindi indispensabile prevenire il dolore Procedurale, ossia quel dolore che si associa alla qualità percepita di cura e che la condiziona, accompagnato da ansia e paura.

Rappresenta un evento particolarmente temuto che segue molteplici indagini diagnostico – terapeutiche in ogni setting operativo, soprattutto che coinvolge in prima persona i pazienti con lesioni cutanee dolorose quali le lesioni vascolari.

Per prevenire il dolore procedurale è fondamentale l’utilizzo di una sostanza anestetica locale formulata in crema contenente lidocaina ed appartenente alla classe di medicinali definiti anestetici per uso topico/locale.

Proprio nella panoramica del concetto ‘Medicazione senza Dolore’ è necessario il corretto approccio al paziente.  Se si arreca dolore durante l’atto di medicare si rischia che l’utente non torni più a controllo. In questo modo si ha l’interruzione di un percorso di cura con seguente peggioramento della lesione di cui è affetto, con conseguenze drastiche che possono portare dall’amputazione di un arto fino alla morte.

La crema a base di lidocaina appartiene ad una classe di medicinali definiti ‘anestetici’, la sua azione è notevolmente rilevante:

  • diminuisce o elimina temporaneamente la sensibilità (attività anestetica), pertanto la percezione degli stimoli dolorosi a livello cutaneo.
  • Può essere utilizzata su lesioni presenti sui tessuti molli, mucosa, bocca, gengive, interno delle guance, palato, gola, lingua, labbra.
  • Indicata nelle sindromi pruriginose localizzate a livello dell’anno e del retto.
  • Rappresenta effetto anestetico gold nel processo di trattamento delle lesioni cutanee.

Per ottenere un effetto anestetico locale valido, è necessario applicare uno strato uniforme di crema sulla zona interessata o con garza sterile o aiutandosi con un abbassalingua sterile.

L’effetto anestetico, seguente alla sua applicazione, inizia dal 5° minuto, raggiunge l’acme al 15° minuto e il suo effetto si protrae per altri 15 minuti.

L’ideale, prima di iniziare una medicazione, è di attendere 7 minuti dopo averla applicata, per poi rimuovere eventuali residui con un tampone di garza sterile per procedere con la medicazione.

La lidocaina ad uso anestetico per cute lesa non deve essere confuso con prodotti similari utilizzati per altri tipi di procure quali il cateterismo vescicale. Infatti questi ultimi sono formulati per cute sana e mucose. La sua formula contiene eccipienti che potrebbero arrecare alterazioni in sede di lesione oltre ad avere una concentrazione di Lidocaina molto più bassa.

Il consiglio è quello di leggere sempre le istruzioni d’uso per evitare di utilizzare in maniera errata i prodotti medicinali anche se prescritti da un Medico. Perché l’Infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate dalla comunità scientifica e aggiorna le competenze attraverso lo studio e la ricerca, il pensiero critico, la riflessione fondata sull’esperienza e le buone pratiche, al fine di garantire la qualità e la sicurezza delle attività. (Codice Deontologico 2019 FNOPI art. 10).

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