Di: Dott.ssa Alessandra Vernacchia (WCS- Bari Team WulnoTECH)

Gli atti preventivi da adottare per evitare l’insorgenza delle lesioni da pressione evitabili sono cinque ed interessano la cura della cute, il controllo dell’incontinenza, la corretta nutrizione, una mobilizzazione passiva e/o attiva e la valutazione dell’utilizzo di una superficie multimodulare antidecubito.

Quest’ultime aiutano a ridurre le pressioni di interfaccia, cioè le pressioni sviluppate dal corpo sulla base di appoggio. Infatti, le superfici antidecubito non sono tutte uguali. La loro efficacia dipende molto dalle peculiari caratteristiche tecniche e costruttive e dalle caratteristiche fisiche del paziente.

Il caregiver od il paziente che si deve orientare in questo mondo poco conosciuto può percorrere diverse strade: si può affidare al Medico Prescrittore della ASL che si attiene al Nomenclatore Tariffario per l’erogazione dei presidi. Oppure può ritenere opportuno di acquistarlo/noleggiarlo direttamente da una sanitaria di fiducia. Oppure si rivolge alle aziende specializzate nel rental dell’antidecubito che noleggiano superfici hight tech. Per intenderci le stesse superfici che vengono utilizzate nelle strutture ospedaliere. In alternativa esegue una ricerca su Internet senza avere dei parametri da considerare per fare una scelta oculata.

Quali sono i parametri legati alla scelta?

  • Livello di immobilità e di inattività dell’assistito.
  • Necessità di controllare il microclima, riducendo le forze di taglio e di frizione.
  • Dimensioni, peso e distribuzione corporea dell’assistito.
  • Rischio di sviluppare Lesioni da Pressione
  • Il numero, la localizzazione e la gravità di lesioni già presenti.

La valutazione in genere deve essere effettuata da un operatore sanitario specializzato in Wound Care, in grado di considerare tutti i fattori a 360° e suggerire la soluzione migliore. Tale personale specializzato è anche in grado di effettuare il collaudo della medesima superficie oppure di riscontrare eventuali problematiche tra cui la più deleteria è l’effetto bottom out.

Le superfici multimodulari antidecubito sono così definite in quanto presentano una serie di peculiarità che le distingue dai normali sovramaterassi a motore. Sicuramente partiamo da un’altezza della superficie superiore ai 10 cm. L’optimum sono sistemi che hanno un’altezza delle celle compresa tra i 16 ed i 23 cm., in questo modo il paziente riesce ad affondare bene ma non tocca il fondo (bottom out).

Deve essere dotata di una cover (copertura in tessuto tecnico) che garantisca l’adeguato microclima, che riduca le forze di frizione e di taglio e che sia sanificabile con processi industriali certificati. Il tessuto deve essere cedevole e bielastico perché deve evitare l’effetto amaca. Tali coperture garantiscono la limitazione della macerazione della cute e l’eliminazione della frizione e dello scivolamento.

Le superfici vengono definite multimodulari in quanto costituite da celle divise nei vari settori (Testa, tronco e gambe). Ognuna di queste porzioni viene controllata da un compressore in grado di redistribuire le pressioni. Sono dotate di allarmi in grado di indicare difetti di funzionamento. L’allarme avvisa se vi è una bassa/alta pressione, se è presente una perdita d’aria. Ma ciò che è più importante e che se viene meno l’alimentazione elettrica, sono in grado di rimanere gonfie per circa 8 ore.

Lavorano a bassa pressione alternata, quindi le celle lavorano alternativamente (una cella gonfia ed una sgonfia) scaricando al 50% le varie porzioni corporee. I cicli dell’alternanza sono regolabili e possono essere adeguati a necessità terapeutiche individuali, ma non dovrebbero mai superare i 20 minuti.

Inoltre, durante la funzione statica, che si realizza quando tutte le celle sono gonfie allo stesso modo, si deve garantire la bassa pressione continua. La superficie deve lavorare sempre al di sotto dei 32 mmhg che rappresenta la pressione di occlusione capillare. Tale modalità deve essere utilizzata per tutte quelle patologie per cui è controindicata l’alternanza. (Fratture ossee o instabilità vertebrale)

Deve essere dotato di CPR che garantisce un rapido sgonfiaggio della superficie per poter eseguire la rianimazione cardio polmonare.

Concludendo una superficie per essere funzionale deve garantire:

  • La riduzione delle pressioni del corpo sul piano di appoggio
  • La riduzione delle forze di attrito e di stiramento
  • La dispersione del calore e dell’umidità
  • Far mantenere al paziente una corretta postura.

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