Autrice: Dott.ssa A. Vernacchia (WCS Bari Team WulnoTECH)

05Il concreto contributo delle professioni sanitarie si sviluppa nella partecipazione all’identificazione dei bisogni di salute dell’utente, mirata alla realizzazione di un’assistenza efficace, nella valutazione degli interventi assistenziali e sulla base delle evidenze scientifiche disponibili.

Con l’approvazione e l’entrata in vigore della Legge Gelli n. 24 dell’8 Marzo2017 recante le “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” si stabilisce all’art. 5 quanto segue:

  1. Gli esercenti le professioni sanitarie, nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate ai sensi del comma 3 ed elaborate da enti

e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e da aggiornare con cadenza biennale. In mancanza delle suddette raccomandazioni, gli esercenti le professioni sanitarie si attengono alle buone pratiche clinico-assistenziali.

 

Ma tali evidenze, pur condividendo i temi di fondo dell’assistenza infermieristica generale, necessitano di approfondimenti e sviluppo in ambiti specifici, riferiti a condizioni tipiche che richiedono di essere ulteriormente sviluppate per produrre le Buone Pratiche.

Per Buone Pratiche intendiamo le esperienze più significative o i migliori risultati che si sono avuti nell’ambito del nursing e che vengono adottati come riferimento lavorativo. Ma è possibile che la letteratura non sia in grado di dare le giuste risposte a domande del tipo:

  • è giusto quello che sto facendo?
  • Potrei farlo in altro modo?
  • Ci sono alternative a questo trattamento?
  • Che cosa può aver provocato questo problema?
  • Come posso migliorare il mio intervento?

 

In questa maniera si generano i dubbi che sono dei generatori di conoscenza. Essi ci permettono di innescare i meccanismi per apprendere e conoscere.

 

Un operatore sanitario che si pone dei dubbi risulta essere più attento ai problemi, più efficiente nell’affrontarli e più sereno nel gestirli.

 

Molte sono le aree grigie in tema di nursing, quelle cosiddette aree in cui non ci sono studi scientifici esaustivi o sufficientemente esaustivi.

Bisogna sottolineare la crescente consapevolezza della necessità di avere delle evidenze scientifiche di buona qualità dettata dall’evoluzione della tecnologia e dall’aumento di informazioni che oggi possiamo acquisire rispetto ad una specifica patologia o pratica infermieristica.

Infatti, abbiamo un aumento esponenziale di studi che hanno fatto raddoppiare negli ultimi anni, le pubblicazioni e gli articoli necessari per la crescita degli operatori sanitari.

Ma quando la letteratura non fornisce suggerimenti il nostro compito diventa più arduo.

E’ possibile agire con una modalità efficace in base all’esperienza e secondo le evidenze similari. Ma con il passare del tempo è necessario implementare le Buone Pratiche affinchè si possano generare le relative Evidenze scientifiche.

In ogni caso siamo in grado di comprendere che la nostra azione non deve procurare danno al paziente, ma può essere il giusto input per poter analizzare una metodica che possa essere riconosciuta e ricondotta ad una Buona Pratica, prima di passare ad effettuare una ricerca che possa confermare quanto posto in essere.

 

Possiamo procedere innanzitutto con:

L’identificazione delle aree di incertezza relative alla pratica in discussione.

Tradurre le aree di incertezza in quesiti focalizzati e ricercabili mediante parole chiave da inserire nelle banche dati.

Ricercare in letterature gli studi che utilizzano disegni appropriati che ci possano aiutare a rispondere al quesito.

Valutare in modo critico la ricerca eventualmente modificando qualche parametro per avere risultati più pertinenti.

 

 

 

 

 

 

P.Chiari Evidence Based Nursing nell’ospedale S. Orsola Malpigli: i progetti applicativi.

 

https://www.gimbe.org/eb/limiti.html

 

R.M. Dorizzi, M. Caputo, E. Esposito per conto del GdS-EBLM SIMeL: Dichiarazione siciliana sulla pratica basata sull’evidenza.

 

http://evidencebasednursing.it/nuovo/ICM/lezioni/biavati/ric%20bib%20CAF%202017_18.pdf

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