Osteoporosi gravidica: una patologia spesso sottovalutata. Il contributo dell’associazione MAMog (Mamme con Osteoporosi Gravidica)
Dietro un sorriso di mamma, una colonna che crolla nel silenzio.
Quando una neo-mamma lamenta forti dolori alla schiena – dolori che non passano con il tempo, con il riposo nè con i farmaci, e che anzi peggiorano fino a rendere impossibile anche gesti semplici come sollevare un bicchiere di acqua – difficilmente i medici a cui la donna si rivolge sospettano che la colonna vertebrale della paziente stia crollando vertebra dopo vertebra.
L’osteoporosi è una patologia che proprio non viene in mente quando si ha davanti una giovane donna, ancor meno una giovane mamma, ma in realtà è un rischio concreto, perchè la gravidanza è un momento delicato per la salute scheletrica delle donne almeno quanto lo è la menopausa (https://www.mamog.it/osteoporosi-gravidica-intervista-al-prof-gambacciani/).
Questo fa sì che tante donne giovani che hanno appena partorito restino per molto tempo senza diagnosi, e peggiorino progressivamente le loro condizioni di salute.
MAMog (Mamme con Osteoporosi Gravidica) è un associazione di pazienti creata da donne che hanno vissuto questa patologia per colmare questo vuoto di informazione, per dare sostegno alle donne che si ammalano e per ottenere il riconoscimento della patologia a livello istituzionale.
L’associazione, fin dalla sua nascita, nel marzo 2023, ha lavorato per sensibilizzare la comunità medica e l’opinione pubblica, favorire diagnosi e cure tempestive, sostenere le famiglie coinvolte e promuovere protocolli condivisi e ricerca scientifica.
I risultati in poco più di due anni di lavoro dell’associazione sono stati importanti. L’osteoporosi gravidica è entrata ufficialmente nell’agenda di molti convegni medico scientifici in tema di osteoporosi con interventi dedicati, fino ad impegnare un’intera giornata di lavori nel convegno organizzato dal Policlinico di Milano lo scorso 20 settembre (https://www.mamog.it/unintera-giornata-dedicata-allosteoporosi-gravidica/).
Anche per questo, sempre più spesso l’associazione incontra oggi donne che si sono imbattute in medici in grado di riconoscere la patologia e di diagnosticarla tempestivamente. Donne che per questo hanno riportato danni molto più lievi rispetto alle tante pazienti che hanno avuto ritardi nella diagnosi.
Grazie alla divulgazione operata sul sito web dell’associazione e sui suoi canali social, anche le stesse pazienti o i loro familiari riescono oggi a reperire informazioni e contatti molto più facilmente, e ricevono appoggio e conforto grazie al confronto con altre donne che hanno vissuto la patologia.
Dalla nascita ad ora la comunità di MAMog è cresciuta rapidamente e al momento conta più di 170 donne solo in Italia, un numero importante per una patologia considerate estremamente rara, ma che ha ancora tanto sommerso. Grazie a questa comunità e al sodalizio con medici studiosi della patologia sono stati avviati diversi studi per approfondirne le cause, ancora poco note, e i fattori di rischio, e per elaborare protocolli di cura condivisi.
In particolare, lo studio ancora in corso finanziato dal Ministero della Sanità e comprendente al momento tre Regioni (Puglia, Lazio e Friuli Venezia Giulia) potrebbe avere un impatto più immediato sulla gestione della patologia. Lo studio, infatti, ha lo scopo di implementare la line guida sull’osteoporosi per ottimizzare il percorso di continuità assistenziale del paziente con osteoporosi e di creare una carta di rischio per definire le line di trattamento nelle donne in gravidanza e allattamento (https://www.mamog.it/osteoporosi-gravidica-prevenire-fratture-da-fragilita/).
Cos’è l’osteoporosi gravidica?
L’osteoporosi gravidica è una patologia metabolica che colpisce alcune donne durante la gravidanza e nei primi mesi di allattamento, e che comporta un’importante riduzione della densità ossea dello scheletro e il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo.
La patologia rimane generalmente silente fino a quando la donna non inizia a riportare fratture pur in assenza di traumi o in concomitanza a traumi minimi e inizia quindi a manifestare la sintomatologia dolorosa legata alle fratture.
Pur essendo una patologia sistemica, che può quindi colpire tutte le ossa del corpo, le fratture relazionate all’osteoporosi gravidica interessano tendenzialmente le vertebre e si verificano in genere nell’ultimo trimestre di gravidanza o nei primi mesi dopo il parto. Nell’ultimo trimestre di gravidanza, infatti, si verifica la maggior parte della crescita dello scheletro fetale e dunque il più elevato trasporto placentare di calcio dalla madre al nascituro.
Alcune donne invece sperimentano forti dolori a livello dell’anca e del femore, sempre correlati ad una riduzione del tono calcico delle strutture ossee dell’anca e ai danni conseguenti. Tale condizione è nota come osteoporosi transitoria dell’anca e può anch’essa essere associata alla gravidanza.
Si tratta di una condizione rara, ma non del tutto eccezionale, in quanto la sua reale incidenza è con ogni probabilità sottostimata essendo i suoi sintomi spesso confusi con il normale mal di schiena che molte donne sperimentano in gravidanza o nel post parto. Nonostante, quindi, la forte intensità del dolore, spesso invalidante, molti medici tendono a sottovalutare i sintomi riportati dalle donne o a scambiarli per altri disturbi di natura fisica o psicologica. Ciò implica che un certo numero di casi non sia diagnosticato e si verifichi un generale ritardo nella diagnosi.
Dal momento in cui i sintomi iniziano a manifestarsi, e soprattutto in caso di diagnosi tardiva, la patologia incide drammaticamente sulla vita della donna, impedendo per molti mesi alla madre non solo l’accudimento del neonato, ma anche lo svolgimento delle normali attività quotidiane e di cura personale. In alcuni casi, poi, il dolore diventa dolore cronico. Talvolta, può portare a disabilità permanenti.
Spesso le donne affette da questa patologia si trovano ad affrontare insieme ai dolori invalidanti e alla frustrazione di non potersi prendere cura del proprio bambino, l’atteggiamento diffidente e poco collaborativo dell’ambiente circostante, a partire dai medici poco inclini a credere a un reale malessere fisico.
Tutto questo carico di dolore fisico ed emotivo si somma a difficoltà di ordine pratico: dal momento che la malattia non è riconosciuta dal SSN, il faticoso percorso di diagnosi e le lunghe terapie riabilitative successive hanno costi impegnativi, che gravano completamente sulle famiglie, con costi non sostenibili per tutti nel lungo periodo.
La diagnosi è tardiva, i sintomi minimizzati e le donne sono considerate pazienti poco affidabili. Un vero e proprio calvario che spezza letteralmente la schiena e la forza d’animo delle pazienti e mette a rischio la salute sia sul piano emotivo sia su quello fisico.
Come si diagnostica?
Gli specialisti cui rivolgersi, in caso di sospetto di osteoporosi gravidica sono:
– lo specialista esperto di metabolismo osseo, in genere un endocrinologo o un reumatologo, che confermerà o meno il sospetto diagnostico e in caso affermativo valuterà la terapia più adeguata alla gestione dell’osteoporosi e predisporrà i controlli periodici del caso;
– l’ortopedico o il neurochirurgo per quanto riguarda, invece, le fratture, gli interventi necessari per la guarigione delle stesse e la valutazione del nuovo assetto della colonna;
– il fisiatra per la pianificazione e la gestione del percorso riabilitativo, che sarà poi condotto passo passo dal fisioterapista.
L’osteoporosi gravidica, infatti, in particolar modo qualora abbia prodotto danni ossei, richiede un’azione su due fronti: uno più urgente, riguardante la gestione del dolore, la guarigione delle fratture e la riabilitazione funzionale; l’altro, non meno importante, che riguarda lo studio del metabolismo osseo della paziente e la pianificazione delle terapie – farmacologiche o meno – per la gestione dell’osteoporosi, al fine di minimizzare il rischio di successive fratture.
Lo specialista dovrà valutare ai fini di una corretta diagnosi la presenza di edemi e/o fratture a carico della colonna vertebrale con appropriate tecniche di diagnostica per immagini (risonanze magnetiche e TAC – anche le radiografie sono utili, ma potrebbero non rilevare i primi danni della spongiosa e quindi le prime fratture). Tale rilevazione andrà attentamente vagliata congiuntamente ad una densitometria ossea (in alcuni casi accompagnata da morfometria e TBS – Trabecular Bone Score) e agli adeguati esami ematochimici per escludere altre cause dei cedimenti ossei.
La diagnosi di osteoporosi, come accennato, avviene proprio a seguito di una densitometria ossea che presenti osteopenia (valori inferiori a -1) o osteoporosi (da -2,5).
Quali sono le cause?
Le cause dell’osteoporosi gravidica sono ancora sconosciute in quanto i primi studi in corso sulla malattia sono in una fase ancora iniziale. Ciò nonostante sono state avanzate alcune ipotesi:
– uno dei fattori che influisce nello sviluppo di osteoporosi in gravidanza potrebbe essere proprio il cambiamento ormonale dovuto alla gestazione. Una piccola riduzione del tono calcico delle ossa è fisiologica in gravidanza e in allattamento ma nelle donne che sviluppano osteoporosi gravidica la perdita di calcio è generalmente consistente ed è associata ad una significativa fragilità ossea, particolarmente a livello vertebrale;
– potrebbero contribuire a sviluppare osteoporosi gravidica anche la carenza di calcio e bassi livelli di vitamina D durante la gravidanza, entrambi elementi essenziali per la salute delle ossa;
– il rischio di osteoporosi in gravidanza può, inoltre, essere aumentato qualora la donna sia costretta a riposo forzato per lungo tempo o presenti alcune condizioni mediche particolari quali il diabete, l’ipertiroidismo, alcune patologie reumatiche, malattie infiammatorie croniche intestinali, etc.;
– similarmente il rischio di osteoporosi in gravidanza può essere aumentato dall’assunzione in gravidanza di farmaci osteopenizzanti quali ad esempio il cortisone e l’eparina;
– tra le ipotesi messe in campo c’è anche quella che entrino in gioco fattori genetici ma si tratta di un campo ancora oggetto di studio.
Come prevenire l’osteoporosi gravidica?
Non essendo note le cause dell’osteoporosi gravidica, non esistono ad oggi misure preventive specifiche eccetto semplici misure quali:
– mantenere una dieta sana ed equilibrata assicurando un buon apporto di calcio e altri minerali utili alle ossa e di vitamina D;
– fare attività fisica regolare;
– esporsi al sole per migliorare la sintesi di vitamina D;
– evitare fumo e alcol (del resto già sconsigliati in gravidanza);
– assumere supplementi di calcio, vitamina D e altre sostanze eventualmente consigliate dal proprio medico.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare la pagine web dell’associazione all’indirizzo: www.mamog.it o via mail info@mamog.it
Si ringrazia l’Associazione per l’autorizzazione alla pubblicazione e l’articolo scritto da: Maria Laura Mattia, Benedetta Borzillo
Fotografie di: Giulia Capraro












