Parole sulle ferite

Iniziamo con una domanda. Di seguito è riportata una foto della grande ferita alla pressione sacrale del paziente. Quale pensi sia il modo migliore per pulire questa ferita? 

Mentre la pulizia delle ferite è parte integrante della cura delle ferite che viene eseguita con ogni cambio di medicazione, ci sono pochissime prove sul modo migliore per pulire o pulire una ferita. Molte linee guida sulle migliori pratiche continuano a sostenere l’uso di una siringa da 35 cc e dell’ago da 19 gauge per generare da 8 a 15 PSI di pressione per rimuovere i detriti della ferita senza traumatizzare il fragile letto della ferita. Tuttavia, non vi è alcuna evidenza clinica che una pressione di irrigazione superiore a 15 PSI sia dannosa per la guarigione delle ferite.  

Ci sono altre aree controverse che meritano un’ulteriore deliberazione:

1. Il biofilm è onnipresente nelle ferite croniche, impedendo il normale processo di guarigione. Si raccomanda spesso una pulizia vigorosa per disturbare il biofilm in modo che gli agenti antimicrobici possano penetrare nel nucleo della struttura del biofilm per prevenire l’infezione della ferita.

2. Cosa succede se l’attrezzatura raccomandata (come una siringa da 35 cc) non è disponibile?

3. I nuovi cuscinetti monofilamento per il debridement meccanico e i sistemi di idrochirurgia implicano un’alta pressione per rimuovere tessuti non vitali e una granulazione malsana. Esistono prove che queste modalità possano favorire la guarigione delle ferite.   

4. La pulizia delle ferite con soluzione salina o acqua non è raccomandata per ferite non guaribili. L’umidità in una ferita non cicatrizzante può favorire la crescita batterica, mettendo i pazienti a rischio di sepsi.

5. Le medicazioni occlusive chirurgiche sono abitualmente utilizzate per coprire i siti chirurgici senza la cura quotidiana della ferita e la pulizia. Lo scopo dell’utilizzo di medicazioni protettive è di ridurre al minimo la contaminazione incrociata per prevenire l’infezione del sito chirurgico.

6. “Non mettere nulla nella ferita che non puoi mettere nei tuoi occhi” è ampiamente accettato come il miglior approccio alla gestione delle ferite. Tuttavia, le soluzioni che prima erano considerate citotossiche, come la soluzione di iodio e la soluzione di Dakin, hanno dimostrato di essere agenti efficaci per affrontare il carico batterico nelle ferite croniche.  

7. L’irrigazione in gallerie profonde può lasciare irrigi eccessivi nello spazio morto se non espressa in modo appropriato. Il liquido stagnante crea un luogo ideale per la crescita batterica.

Inutile dire che sono necessari ulteriori studi sulla pulizia delle ferite. Penso che sia importante usare il nostro giudizio clinico e le migliori prove disponibili per determinare le soluzioni e i metodi per pulire una ferita piuttosto che basare la nostra decisione clinica su dogma, vacche sacre e pratica medica.

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[Tratto da: www.journals.lww.com ]

Infermieri di famiglia il supporto con un click.

Che cosa fare quando una persona cara non ha neanche la forza di tossire, non riesce a respirare, quando soffre di diabete, ha piaghe e ha bisogno che le si cambi la medicazione?
Anche se non si tratta di vere e proprie situazioni di emergenza, molte persone deciderebbero lo stesso di recarsi al Pronto Soccorso. Per questo motivo la nostra APP sta sviluppando un’alternativa con cui puoi chiamare, via internet, un’infermiere al domicilio.
Il nostro sito propone dei servizi di assistenza sanitaria alle famiglie che devono prendersi cura di una persona cara. I fondatori di questo sito intendono ovviare, con questo servizio, alla carenza di posti letto in ospedale e al massiccio affollamento dei Pronto Soccorso in Italia. Molto spesso la famiglie si precipitano al Pronto Soccorso perché non sanno cosa fare e ignorano che, in molti casi, l’intervento di un infermiere è ampiamente sufficiente. Abbiamo osservato spesso da vicino, in oltre venticinque anni di cure al domicilio, la preoccupazione delle famiglie costrette a pianificare le cure per una persona cara. Si tratta per lo più di anziani colpiti da malattie croniche, oppure convalescenti in seguito ad un’operazione chirurgica. Gli ospedali non dedicano abbastanza tempo ad insegnare alle famiglie come occuparsi dei pazienti una volta dimessi. Quando devono usare presidi medici, come ad esempio i cateteri vescicali, i familiari non sanno da che parte iniziare. Gli infermieri di “iltuoinfermiere.it” aiutano ad individuare i servizi e le cure necessarie prendendosi carico della persona che necessita di cure e della sua famiglia che ha bisogno di un’educazione sanitaria appropriata. I prodotti necessari vengono forniti direttamente dagli infermieri, grazie ad una serie di accordi conclusi con i principali fornitori ospedalieri, con prezzi concorrenziali rispetto all’acquisto singolo del paziente.
Oltre a rassicurare gli utenti, il sito consente agli infermieri liberi professionisti di trovare più facilmente di chi occuparsi. Gli orari sono flessibili e consentono di concentrarsi su un solo paziente per volta. Tutti i dati vengono archiviati elettronicamente e si possono verificare velocemente con un click sul proprio Smartphone: anamnesi del paziente, cartella sanitaria, prescrizioni mediche, referti ecc…
Questo strumento è stato appositamente creato per semplificare la transizione dall’ospedale alle cure al domicilio ed evitare inutili corse ai Pronto Soccorso. Per questo motivo nel prossimo futuro intavoleremo trattative con gli ospedali per la promozione dell’applicazione.
Un’esigenza, quella delle cure a domicilio, che crescerà sempre più a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Come fare?

Scaricare la App per infermieri  “iltuoinfermiere” da Google Play (sistemi Android)…è semplicissimo! Vai su Google Play Store, cerca “iltuoinfermiere”, e installa l’App sul tuo smartphone! Più complesso ma non difficile su Apple Iphone 5, 5s, 6, 6s o iPad: aprire il browser Safari, digita www.iltuoinfermiere.it, nei pulsantini della parte in basso allo schermo troverai “aggiungi a Home“, Clicca ed è fatta! (guarda foto nella gallery) .Su WindowsPhone segui la rubrica di questo link:

istruzioni app windowsphone.pdf

Per vedere le Richieste di Prestazioni bisogna accedere al proprio profilo, entrando nell’area riservata in alto a destra, scrivendo la mail e la password scelte al momento dell’iscrizione…benvenuti nel futuro ! Nella HOME personale ci saranno le richieste di prestazioni, in alto evidenziate da una barra colorata quelle della vostra città, di seguito le altre; potrete scegliere quelle che prendete in carico e il pazente riceverà i vostri dati una volta che avrete cliccato “lo prendo in carico”! Dovrete contattarlo per prendere accordi! Nella parte Richieste in Carico ci saranno le schede dei pazienti che avrete scelto di assistere e una serie di strumenti utili per gestire il cliente e tutti i suoi dati.

[Tratto da: www.iltuoinfermiere.it ]

FNOPI

Entra in vigore la legge "Lorenzin": addio Ipasvi, da oggi c’è la Fnopi15/02/2018 – E’ il primo effetto immediato dell’entrata in vigore della legge 3/2018 (legge “Lorenzin”). Si cancella da oggi anche l’uso del nome “infermieri professionali” e vigilatrici di infanzia: gli infermieri sono infermieri e basta e le ex vigilatrici di infanzia sono gli infermieri pediatrici. Da oggi la Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi non c’è più e al suo posto arriva la Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.  E’ il primo effetto immediato dell’entrata in vigore della legge 3/2018 (legge “Lorenzin”).  Si cancella da oggi anche l’uso del nome “infermieri professionali” e vigilatrici di infanzia: gli infermieri sono infermieri e basta e le ex vigilatrici di infanzia sono gli infermieri pediatrici”, spiega la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli.  Certo, indubbiamente quella del nome non è l’unica novità che caratterizza l’entrata in vigore del provvedimento.  “La nostra Federazione – spiega Mangiacavalli – passa da Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi a Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), la più grande d’Italia con i suoi oltre 440mila iscritti. E i Collegi provinciali sono Ordini provinciali delle professioni infermieristiche: Opi”.   “La tutela ordinistica favorirà non solo i professionisti – aggiunge – ma anche gli stessi cittadini, offrendo armi efficaci ad esempio contro l’abusivismo, che infanga l’operato di centinaia di migliaia di professionisti e pone a rischio la salute degli assistiti. E’ l’elemento forte della trasformazione dei Collegi in Ordini la tutela dell’assistito che si ottiene vigilando affinché l’iscritto abbia titolo al contatto diretto con lui, anche, in caso, con l’esercizio della magistratura interna. Quindi il controllo sui comportamenti deontologici e professionali: si lavora per una sorta di accreditamento periodico anche in termini di competenza dei professionisti. Non basta essere iscritto all’Ordine se poi l’iscrizione diventa un mero titolo di cui fregiarsi senza rivedere preparazione, formazione e competenza. Va introdotto un percorso di accreditamento periodico professionale e continuativo che gli Ordini posso a pieno titolo verificare”.   La prima differenza sostanziale è essere da oggi non più enti ausiliari, ma sussidiari dello Stato.   Nel primo caso gli Ordini non svolgono una funziona amministrativa attiva, ma solo una funzione di iniziativa e di controllo. Nel secondo caso, quello della nuova legge, in base al principio di sussidiarietà, possono svolgere compiti amministrativi in luogo e per conto dello Stato.   In questa veste ad esempio la legge stabilisce che vigilino sugli iscritti agli albi – e l’iscrizione è obbligatoria a qualunque titolo la professione sia svolta – in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività professionale, compresa quella societaria, irrogando direttamente sanzioni disciplinari secondo la volontarietà della condotta, la gravità e nel caso il fatto di aver ripetuto l’illecito.   Cambia il codice penale: aumentano pesantemente le sanzioni per gli abusivi a tutela della professione e dei cittadini e per la responsabilità professionale si confermano le norme della legge Gelli (legge 24/2017).

[Tratto da: www.ipasvi.it ]

Riflessione sull’importanza della prevenzione.

IDV-Bollate-Prevenzione-257x300In allegato una sentenza ormai datata del Tribunale di Roma (http://www.comlas.org/…/Risc…/TribRomaSezIISzdel09-06-09.pdf)

Serve a farci riflettere sull’importanza della prevenzione. La prevenzione come atto primario e non secondario all’insorgenza della lesione. Attività in cui fondamentale è la collaborazione con gli OSS.

TRIBUNALE di ROMA – (inosservanza del protocollo di mobilizzazione terapeutica: responsabilità per piaghe da decubito)
E’ ravvisabile il comportamento negligente del personale del
la struttura sanitaria ove gli operatori abbiano omesso le
misure preventive dirette ad evitare l’insorgenza delle piaghe da decubito.
Tale patologia, nel caso concreto, era estremamente prevedibi
le in ragione della età avanzata del paziente, delle sue condizioni di salute nonché alla specifica patologia di cui lo stesso era affetto.
Il quadro clinico, evidenziando un elevato rischio di insorgenza delle piaghe, avrebbe dovuto determinare secondo il
protocollo di mobilizzazione terapeutico, una cura assidua del soggetto mediante tecniche di posizionamento per ridurre
pressioni e cedimenti dei tessuti.
Tribunale di Roma Sezione II, Sent. del 09.06.2009

Di: Alessandra Vernacchia.

AIORSA WEB

0000000zz_616AIORSA” Rete di Infermieri e Oss che lavorano in RSA, nasce in modo molto spontaneo, ma con un tempo di incubazione lungo, maturato nel tempo, attraverso personali sperimentazioni sul campo nel lavoro quotidiano in RSA. L’esigenza è quella di riflettere sul ‘senso sociale’ del lavoro in RSA, come gli infermieri sanno ben operare in RSA e il rapporto che hanno con gli OSS, e quale significato e valore si attribuisce a questa attività. Temi di rilievo adeguatamente approfonditi e attraverso i quali si possono esperire valori.

L’idea è di creare uno spazio “libero” social nel quale ognuno può esprimere liberamente il suo pensiero sviluppando riflessioni.L’obiettivo del magazine AIORSA è quello di creare documentazione a tema con il contributo di tutti.L’operatore socio sanitario si può considerare la figura portante dell’intero sistema assistenziale residenziale, non solo in quanto si tratta della figura professionale più numerosa all’interno della struttura, ma anche perché è la persona che passa la maggior parte del tempo lavorativo con l’ospite,vivendone tutti gli aspetti quotidiani.Promuoviamo ricerca, progetti, eventi, seminari e momenti di formazione residenziali e  online. L’obiettivo di AIORSA è di fornire un supporto per rafforzare la consapevolezza e la responsabilità,mettendo in contatto persone appartenenti al settore delle RSA al fine di favorire il libero flusso e scambio di informazioni, notizie, contenuti multimediali, idee e opinioni.

Per informazioni https://info435820.wixsite.com/aiorsaweb

[ Tratto da: www.aajtv.it ]