Il tempo, lo stress e coping.
✍️ Articolo a cura di Ewa Jagiela
🎯 Il tempo è una dimensione fondamentale della nostra vita, che possiamo scegliere di gestire in modi diversi. Esistono diverse strategie volte a migliorare il nostro rapporto con il tempo e che, quindi contribuiscono al successo della vita personale e professionale.

Per diversi di noi parlare di tempo significa far riferimento a scenari dove tutto è in movimento, tutto scorre, tutto si trasforma, invecchia, si perde in una corsa inarrestabile verso la fine di un qualcosa. Viviamo in un costante cambiamento, in costante evoluzione, immersi in abitudini stressanti. Nella modernità, gli attori sociali, hanno sempre più l’impressione che il tempo stia loro sfuggendo, scivolando, che sia troppo breve. Uno dei principali problemi delle nostre giornate è la mancanza di tempo. Quante volte, svegliandoci la mattina, siamo presi dall’ansia delle molteplici cose che dobbiamo fare nel corso della giornata? Il mondo moderno è noto per la sua frenesia.La giornata tipo di ognuno di noi è colma di cose da fare: dagli appuntamenti di lavoro agli impegni personali. L’uomo della società occidentale, infatti, vive in base ai tempi ben scanditi dall’esterno come gli orari di scuola prima e di lavoro dopo, del traffico, dei mezzi di trasporto, delle scadenze imposte che, si impongono nella nostra quotidianità a scapito dei bisogni dell’individuo e del tempo da dedicare alle attività piacevoli. Il mondo sembra essere una giostra manovrata dal tempo. La corsa contro il tempo per essere efficienti, attivi e veloci ci porta spesso a reagire di fronte alle circostanze della vita in modo rapido, rispondendo solo alle urgenze (De Luca K., Spalletta E., 2011).

Nel suo trascorrere condiziona la vita quotidiana, in modo conscio o inconscio, ed è elemento costitutivo dell’identità di ciascuno di noi. Può trattarsi di volta in volta di un tempo sospeso, come nel sogno, o frammentato, come nella memoria lacerata di chi soffre di malattie mentali, può essere un tempo della noia, per chi si sente paralizzato nel presente, o quello della nostalgia di chi volge lo sguardo al passato, o ancora dell’attesa di chi guarda avanti, al futuro (Borgna E., 2015)…

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Ringraziamo l’ autrice per l’ autorizzazione a pubblicare il suo elaborato.

[ Tratto da: www.aspicpsicologia.org ]

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