Nel 1962 le medicazioni delle lesioni assumono nuovi presupposti. E’ proprio G. Winter che con i suoi studi, conclama il superamento del concetto di essiccamento della ferita sostituendola col principio del processo di riparazione in ambiente umido.

Sono definite “medicazione avanzate” i dispositivi medici a copertura delle lesioni, con caratteristiche di biocompatibilità. Una qualità che s’identifica nell’interazione del materiale con un tessuto cutaneo e nell’evocazione di una risposta specifica.

Questa tipologia di medicazioni ormai presenti sul mercato da decenni, nell’era attuale vengono ulteriormente definite “Tecnologiche”. Interagiscono con le lesioni creando e mantenendo un ambiente ottimale, idoneo ed accelerare il processo riparativo fisiologico. Nella scelta di una Medicazione Tecnologica è necessario prendere in considerazione alcuni punti fondamentali :

  • le condizioni locali della lesione,
  • le condizioni generali del paziente,
  • lo stile di vita del paziente e l’ambiente con cui interagisce, (ambito sociale)
  • il personale sanitario (ed/o il caregiver) che deve gestire le medicazioni successivamente all’inquadramento e alla presa in carico.

Durante la lezione è stato dimostrato l’importanza dell’utilizzo dell’endoscopio per esplorare le sottominature ed indagare sulla presenza di possibili fistole. Saper identificare e saper scegliere i filler congrui nell’utilizzo della NPWT (Negative Pressure Wound Therapy). Conoscere l’importanza dell’applicazione dell’ossigeno topico. Il razionale d’uso ed il riconoscimento di idrocolloidi, alginati, idroalginati e idrofibre, collageni, garze impregnate, film e pellicole trasparenti, medicazioni a base di argento e acido ialuronico, paste, polveri, granuli, spray, idrogeli, medicazioni non aderenti, siliconate e schiume di poliuretano. Inoltre, è stata posta particolare attenzione sulla rilevazione del dolore, per intervenire soprattutto sul dolore procedurale, rammentando che il Dolore è il 5° parametro vitale, come definito dalla Legge n.38 del 15 Maggio 2010 – GU n.65 del 19 Marzo 2010 ed è obbligatoria la sua rilevazione con apposite scale di valutazione.

E’ stata dimostrata l’importanza della rilevazione dell’ABI : ’Indice Caviglia/Braccio (ABI) detto anche indice di Winsor che rappresenta un modo semplice e sensibile per individuare la presenza di un’arteriopatia ostruttiva periferica, permettendo la rapida individuazione dei pazienti a rischio di sviluppare una TVP (Trombosi Venosa Profonda). Alla fondamentale domanda : Cosa determina il tempo di cambio della medicazione con una modalità inversamente proporzionale?

La risposta pertinente è la quantità di produzione di ’essudato’ ( la materia semiliquida di produzione patologica) da non confondere con il trasudato ( Liquido organico proveniente dal plasma e filtrato attraverso la parete dei capillari determinato da fenomeni di stasi che fuoriesce dai tessuti infiammati). Quindi la scelta della corretta medicazione è rapportata in base al tessuto del prodotto con adsorbenza congrua rispetto all’essudato rilevato. Sottolineando che la macerazione è prevalentemente un errore di scelta del dispositivo e che un eccesso di liquidi può favorire fenomeni di estensione della lesione sia per macerazione che per l’instaurarsi di eventuali processi infettivi.

Attraverso la dimostrazione dello ‘Splash Test’ abbiamo dato un’idea di come districarsi nella scelta delle medicazioni assorbenti (qualità del presidio) ed è stato ulteriormente sottolineato che una lesione asciutta guarisce più lentamente. I liquidi organici non sono composti da acqua ma contengono proteine ed elettroliti e la loro perdita può depauperare le risorse dell’organismo. Un sentito ringraziamento al Direttore del Master, la Dr.ssa Alice Volpini, al Presidente dell’Ordine dei Podologi Dr. Maurizio Volpini ed a tutti gli studenti del corso che hanno partecipato attivamente e con estremo interesse. Un ringraziamento particolare alle colleghe del Team Marta Nassi, Eleonora Leoncini e Sonia Cocco che sono state indispensabili nel seguire gli studenti durante le dimostrazioni pratiche, nonché ai colleghi Ivan Santoro ed Alessandra Vernacchia per la collaborazione continua nell’Alta Formazione in Wound Care.

 

 

A cura di. Dr.ssa Sonia Silvestrini.

Di admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.