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Malnutrizione: quali sono le sue conseguenze e come affrontarla nell’anziano, un esempio di trattamento in Struttura Residenziale

La malnutrizione nell’anziano è una condizione piuttosto diffusa, che ha un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita e che può causare complicanze molto serie. Per questo motivo è importante riconoscerla tempestivamente e trattarla nel modo più opportuno, oltre a prevenirla con corrette abitudini alimentari.

In questo articolo approfondiremo cos’è la malnutrizione e quali sono le sue possibili cause conseguenze negli anziani. Illustreremo i sintomi di uno stato di malnutrizione, gli strumenti per diagnosticarlo, inoltre vedremo quali sono gli interventi più adeguati per prendersi cura di un anziano malnutrito e per scongiurare il pericolo di questa problematica.

Cosa si intende con malnutrizione ?

“La malnutrizione consiste in uno stato di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell’organismo dovuto a uno squilibrio tra il fabbisogno, l’assunzione e l’utilizzo dei nutrienti. Questa condizione favorisce lo sviluppo di malattie e incrementa il rischio di mortalità”,  spiega la dottoressa Alessandra Astolfi, infermiera Responsabile delle Attività Sanitarie di San Petronio, casa di riposo e casa residenza per anziani appartenente al gruppo Real Salus di Bologna.

Nella malnutrizione, il bilancio tra apporto e richiesta di nutrienti può essere alterato sia in eccesso che in difetto. La malnutrizione per eccesso, chiarisce il Ministero della Salute, si verifica quando le calorie assunte superano il fabbisogno energetico della persona e porta a sovrappeso e obesità. La malnutrizione per difetto, invece, è principalmente quella proteico-energetica e consiste in una riduzione delle riserve di energia e/o di azoto, il costituente essenziale delle proteine, spesso associata a carenza di vitamine e sali minerali: questa condizione è definita “malattia nella malattia” perché può influenzare in negativo l’evoluzione di altre patologie, in particolare negli anziani.

Malnutrizione: le cause e i fattori di rischio nell’anziano

La malnutrizione tende a presentarsi più spesso nelle persone anziane rispetto a quanto avviene nelle altre fasce di età per molteplici fattori di tipo fisiologico, patologico, ambientale, sociale e psicologico.

“L’invecchiamento – spiega la dottoressa Astolfi – determina numerose modifiche funzionali che possono comportare un ridotto introito alimentare, con conseguenze come carenze nutrizionali e stati di grave malnutrizione. Tra le alterazioni fisiologiche legate all’avanzare dell’età ci sono, per esempio, le difficoltà di masticazione dovute alla perdita dei denti, i disturbi della digestione e dell’assorbimento dei nutrienti, una diminuita sensibilità gustativa che può compromettere il piacere di mangiare, un ridotto stimolo della fame e della sete”.

A questi fattori se ne aggiungono frequentemente altri di natura patologica come la disfagia, una condizione molto diffusa tra gli anziani che rende difficile la deglutizione e che può ostacolare la corretta nutrizione.

Tra le altre problematiche che possono sorgere in questa fascia di età e influire sulle abitudini alimentari e sull’assorbimento dei nutrienti figurano anche:

  • le alterazioni del metabolismo;
  • le malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, demenza;
  • tumori;
  • le insufficienze d’organo, come lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale e quella respiratoria;
  • la disabilità.

Anche i numerosi farmaci che le persone anziane in molti casi assumono possono causare alterazioni del gusto che riducono l’appetito, provocare nausea o interferire con l’assorbimento dei nutrienti.

La malnutrizione nell’anziano si lega spesso anche a componenti emotive, psicologiche e socio-economiche, come la solitudine, l’isolamento sociale, la depressione, una precaria situazione economica, la difficoltà di fare la spesa e di preparare i pasti in autonomia, tutti fattori che possono portare a mangiare in modo monotono e insufficiente, causando una riduzione dell’apporto di nutrienti che può sfociare nella malnutrizione.

Le possibili conseguenze della malnutrizione nella terza età

La malnutrizione ha conseguenze molto gravi sulla salute e sulla qualità della vita degli anziani. “La progressiva perdita di peso che determina – spiega la dottoressa Astolfi – può rendere la loro risposta immunitaria meno efficace, esponendoli a un peggioramento delle malattie croniche, a un maggiore rischio di mortalità per interventi chirurgici e a un più elevato pericolo di infezioni”.

Le principali conseguenze della malnutrizione proteico-energetica negli anziani includono:

  • riduzione della funzionalità muscolare e respiratoria;
  • maggiore incidenza delle piaghe da decubito;
  • aumentato rischio di cadute e fratture;
  • maggiore pericolo di ricovero in ospedale;
  • grave perdita di autonomia;
  • ridotta mobilità;
  • depressione e apatia.
I sintomi della malnutrizione nell'anziano

Ground Picture/Shutterstock.com

Quali sono i sintomi della malnutrizione?

Sono diversi i segnali che possono essere la spia di uno stato di malnutrizione nell’anziano: è importante che il caregiver presti attenzione ai campanelli d’allarme per individuare questa condizione e segnalarla subito al medico curante per un intervento tempestivo. “In molti casi – sottolinea la Responsabile delle Attività Sanitarie – si tratta di sintomi che possono essere causati da diverse patologie e condizioni, quindi un’adeguata valutazione medica è essenziale per una corretta diagnosi e terapia”.

Tra i sintomi più comuni della malnutrizione negli anziani ci sono:

  • dimagrimento significativo e involontario;
  • riduzione dell’appetito;
  • debolezza muscolare;
  • affaticamento;
  • ritardo nella guarigione delle ferite;
  • maggiore suscettibilità alle infezioni;
  • disidratazione.

Come si diagnostica la malnutrizione nell’anziano?

La diagnosi di malnutrizione si basa sulla valutazione nutrizionale del paziente, che il medico effettua attraverso l’esame obiettivo, l’analisi della sua storia clinica e dei dati antropometrici, come peso e altezza, e l’esecuzione di una serie di analisi di laboratorio.

L’esame obiettivo è finalizzato soprattutto a valutare lo stato di nutrizione dei muscoli e del tessuto adiposo e il livello di integrità e di idratazione della cute e delle mucose. Nel corso dell’anamnesi, invece, il medico raccoglie informazioni sulle eventuali patologie che possono aumentare il rischio di malnutrizione, sui farmaci che il paziente assume, sulle sue abitudini alimentari e sui disturbi che possono ostacolare una corretta nutrizione, come nausea, vomito e senso di sazietà precoce.

La misurazione di peso e altezza permette di calcolare il BMI (Body Mass Index), ovvero l’indice di massa corporea, che è un importante indicatore dello stato nutrizionale. “In genere – spiega la dottoressa Astolfi – un BMI compreso tra 19 e 24 segnala una condizione di normopeso. Quando il BMI è tra 18 e 18,9 si è in presenza di una malnutrizione lieve; se è tra 16 e 17,9 si tratta di una malnutrizione moderata, mentre un BMI inferiore a 16 indica che il paziente è gravemente malnutrito”. Anche la variazione del peso corporeo e la tempistica con cui si è verificata permettono di definire la severità della malnutrizione.

Completano la valutazione una serie di esami clinici utili per individuare eventuali alterazioni dei valori di alcune proteine plasmatiche (emoglobina, albumina, transferrina) e dei linfociti, che possono segnalare una malnutrizione calorico-proteica o uno stato di carenza di vitamine e sali minerali.

Il trattamento della malnutrizione nelle persone anziane

Trattare la malnutrizione è fondamentale per migliorare lo stato di salute dell’anziano e ridurre il rischio di complicanze. “Il primo passo – spiega la dottoressa Astolfi – è valutare le necessità nutrizionali dell’individuo, tenendo conto dei fattori di rischio e delle patologie di cui soffre: in caso di insufficienza renale, elevata concentrazione di acido urico nel sangue, diabete, pazienti in terapia anticoagulante orale e pazienti disfasici, è infatti necessario prevedere delle diete specifiche”.

L’intervento nutrizionale può basarsi su un’alimentazione ad alto contenuto di energia e nutrienti e sul ricorso a supplementi, utili per coprire i fabbisogni che non si riesce a soddisfare con la sola dieta.

“In assenza di patologie – conferma l’intervistata – è importante garantire un’assunzione adeguata di proteine, vitamine e minerali tramite alimenti di alta qualità e integratori, se necessario. Inoltre, è essenziale evitare cibi raffinati e ricchi di grassi e zuccheri, e promuovere una dieta equilibrata, composta principalmente da cibi freschi e non processati. È anche utile coinvolgere l’anziano nell’elaborazione del piano nutrizionale per garantire una maggiore aderenza alla dieta proposta e una migliore qualità di vita”.

Nei pazienti non in grado di mangiare, il trattamento della malnutrizione prevede il ricorso alla nutrizione artificiale, enterale e/o parenterale, cioè alla somministrazione di nutrienti per via digestiva o endovenosa attraverso apposite sonde: l’intervento terapeutico, che deve sempre essere prescritto dal medico o dallo specialista, può avvenire anche a domicilio con il supporto di personale infermieristico.

Quando è necessario il ricorso a cure ospedaliere?

Uno stato di malnutrizione molto severo, che richiede un monitoraggio costante delle condizioni del paziente e il ricovero in terapia intensiva, rende necessario il trattamento ospedaliero. “Può accadere – spiega l’infermiera – se l’anziano mostra una grave perdita di peso o una riduzione significativa della massa muscolare, se presenta una carenza di nutrienti critici come proteine, vitamine e minerali o un sistema immunitario compromesso. La malnutrizione può anche causare complicanze, come l’anemia, l’insufficienza cardiaca e la disfunzione renale, che richiedono cure specialistiche e interventi medici urgenti. In tutti i casi, è fondamentale agire in modo tempestivo per scongiurare il peggioramento dello stato di malnutrizione e le sue conseguenze negative”.

Come prevenire la malnutrizione negli anziani?

Oltre a intervenire nel modo più opportuno in caso di malnutrizione, è fondamentale prevenire questa problematica per proteggere la salute degli anziani, soprattutto se fragili. Si tratta di un aspetto centrale nell’offerta delle strutture del gruppo Real Salus, perseguito attraverso percorsi mirati specifici per le necessità dei suoi assistiti, atti a garantire una corretta alimentazione degli anziani.

“Questo obiettivo – spiega la dottoressa Astolfi – può essere raggiunto attraverso la promozione di uno stile di vita sano e di corrette abitudini alimentari e grazie al trattamento delle patologie che possono influire negativamente sulla nutrizione come la depressione, la disfagia, l’insufficienza renale, il diabete e la disfunzione tiroidea”.

Ecco alcune strategie efficaci per prevenire la malnutrizione:

  • assicurare un’adeguata assunzione di cibo e nutrienti attraverso una dieta varia ed equilibrata, che comprenda frutta e verdura, proteine magre, cereali integrali e latticini a basso contenuto di grassi e che escluda cibi raffinati e ricchi di grassi e zuccheri, come snack e fritti;
  • garantire una corretta idratazione attraverso la giusta assunzione di acqua e liquidi;
  • rendere il pasto un momento piacevole, ad esempio incoraggiando l’anziano a mangiare in compagnia, per promuovere l’appetito e l’assunzione di cibo;
  • monitorare con regolarità lo stato di nutrizione attraverso test e valutazioni nutrizionali periodiche;
  • coinvolgere i familiari e i caregiver del paziente nell’elaborazione del piano nutrizionale, in modo che lo aiutino a rispettarlo e che forniscano un supporto pratico ed emotivo;
  • promuovere uno stile di vita attivo e salutare, che preveda una regolare attività fisica, un sonno adeguato e l’eliminazione di cattive abitudini come il fumo e l’abuso di alcol.

Il personale socio-sanitario, medico e infermieristico del gruppo Real Salus affianca gli ospiti in tutte le esigenze quotidiane aiutandoli a seguire una dieta equilibrata e completa,  assicurandosi che siano sufficientemente idratati e provvedendo, qualora necessario, anche all’alimentazione artificiale.

Grazie a un team interdisciplinare esperto e competente, Real Salus fornisce un supporto qualificato sia all’interno delle sue strutture che a domicilio attraverso il servizio RSA Aperta, un sostegno importante sia per gli anziani con patologie o non autosufficienti sia per i loro familiari e caregiver.

[Tratto da: www.realsalus.it ]20

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