Wound Care Specialist: l’Infermiera Sonia Silvestrini tra le Eccellenze italiane del settore.

Ecco una delle prime Nurse Wound Care Specialist. Parliamo della collega nfermiera Sonia Silvestrini dell’OPI di Roma, che è tra le Eccellenze italiane del settore.

Ad intervistarla è stata la collega su PaeseRoma.it Emanuela Maria Maritato di AssoTutela. Parliamo di Sonia Silvestrini, Infermiera di 47 anni iscritta all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma che, secondo gli esperti del settore, è tra le Nurse Wound Care Specialist italiane più competenti e preparate.

Cosa e come è stato per Lei il 2019 dal punto di vista professionale?

Il 2019 è stato un anno speciale quanto intenso, soprattutto grazie alle numerose iniziative del gruppo dei Volontari di Assotutela di cui ho l’onore di far parte e che rappresenta la ‘luce’ in fondo al tunnel dell’indifferenza.

Un grande gruppo di professionisti operanti in vari settori,il cui unico obiettivo è quello di donare il proprio cuore, tendere la mano e cercare di sopperire alle strette necessità dei meno fortunati.

I‘viaggi’ nel mondo degli ultimi tra gli ultimi, come distribuire sia pasti caldi che coperte nelle gelide notti invernali ai senzatetto, il cui unico ricovero è costituito dagli archi delle chiese, tettoie varie, ricoveri di fortuna ricavati con cartoni, per poi il giorno dopo essere comunque presenti e puntuali in servizio.

Ho incontrato tante persone durante queste esperienze, tante famiglie, che in una stretta di mano, in un sorriso, in un abbraccio, hanno dato più a me che io a loro.

Molte sono le iniziative benefiche di Assotutela alle quali lei ha preso parte come membro attivo della stessa; quali porta con se ancora oggi?

Emozionanti le collaborazioni per iniziative di volontariato con la Banda dell’Esercito Italiano capitanata dal 1° Luogotenente Renzo Tomò, che ringrazio per la sua disponibilità quanto quella di tutto il Corpo dei Militari della Cecchignola e del Celio, nonché il Maggiore Generale Giacomo Mammana ed il Corpo delle Crocerossine in cui spicca la stimatissima collega Benedetta Colasanti.

Essere presenti alla suggestiva inaugurazione dell’albero ‘Camillo’ innalzato da Assotutela, all’interno dell’Ospedale Sancamillo-Forlanini per ricordare la violenza sulle donne e sugl operatori sanitari, ma anche distribuire giocattoli il giorno di Natale ai piccoli pazienti della Pediatria, portando il cuore con parole di conforto ai genitori;indimenticabili i sorrisi, gli abbracci, le lacrime di commozione dei nostri pazienti per la distribuzione delle Calze della Befana…Dopotutto c’è sempre celato un bambino dentro di noi, a qualsiasi età e cercare di esaudire anche qualche desiderio è stato entusiasmante, come quello di Maria, discendente da una famiglia di carabinieri,era quello di poter incontrarli almeno per un’ultima volta, così è stato contattato il Comando dei Carabinieri di Piazza Dante che ringrazio davvero di cuore per aver accolto tale richiesta……Vedere il volto di Maria rigato di lacrime di felicità e di tanti sorrisi….. mi ha fatto sentire migliore …

Come non menzionare il collega Augusto Amicucci che ogni Natale regala a tutti i pazienti, visitatori ed operatori le sue performance canore, divenuto negli anni un evento atteso ed istituzionale nel reparto da me coordinato.

Non dimentichiamo mai che dietro la malattia c’è una persona con una sua identità, con una sua storia, come il giovane Marco, grande tifoso della Roma, che aveva gettato la spugna e non rispondeva più a nessuno stimolo, ma che grazie a Fabio Petruzzi, che ha accolto la mia preghiera venendo direttamente a trovarlo, ha fatto riaffiorare sul volto di Marco un sorriso, una gioia dimenticata e la forza di tornare a combattere, Grazie Fabio.

Sappiamo che lei nutre particolare attenzione sotto tutti i punti di vista per i suoi pazienti, se le dico Compleanno, lei cosa mi risponde?

Noi festeggiamo tutti i compleanni dei degenti, che siano orientati o meno, i palloncini sono sempre pronti, la mattina consulto la lista di tutti i degenti per non farmene sfuggire uno.

Wound Care Specialist Eccellenza 2019 che si riconferma anche per il 2020, ci parli nello specifico del suo complesso quanto accattivante mondo del Wound Care

Il mondo del Wound Care, ossia delle ferite cutanee soprattutto complesse, richiede una formazione specifica specialistica e sono ormai oltre vent’anni che mi dedico anima e corpo a questa branca, dove i pazienti che ne sono affetti hanno necessità di personale altamente qualificato.

Grazie al Direttore del Dipartimento delle Professioni Sanitarie del San Giovanni Addolorata di Roma Dr.ssa Antonella Leto, che riconoscendo questo mondo così complesso, ha reso possibile che io possa erogare consulenze wound care specialist esclusivamente ai pazienti ricoverati, facendo implementare una piattaforma informatica dedicata.

E’ un mondo che potrei definire ‘sommerso’ che coinvolge oltre 2 milioni di persone in Italia, di cui circa 300.000 bambini, ne sono colpite circa 80 milioni di persone al mondo e pertanto il 3% del budget sanitario viene speso per questa patologia che ha un alto impatto sociale, le conseguenze sono considerevoli, come ad esempio le amputazioni e la morte nei casi più gravi; basti pensare in Italia il 22,3% della popolazione è over 65 e che nel 2018 negli over 65 ci sono stati 65 mila decessi per complicazioni da lesioni da pressione.

Quanto si forma un’eccellenza per Essere Tale?

La mia formazione continua, sia nazionale che internazionale, mi ha portato ad analizzare le proprietà dei device a disposizione per trattare questi fenomeni, non mi soffermo alla semplice esplicazione del ‘bugiardino’, ma ‘entro’ nei dispositivi con tutti i canali di ricerca, studio le componenti e le molecole, avvalendomi nin alcuni casi, anche dell’ausilio del biologo e del biochimico di riferimento.

Grazie a questa innata ‘indole di curiosità’ ho potuto scoprire delle dinamiche importantissime di alcuni device, che erano sconosciute anche ai produttori stessi, ma che sono risultate fondamentali e risolutive in molti pazienti affetti da lesioni cutanee complicate, no-healing.

Tale competenza è stata presa in considerazione da varie autorità nazionali e mondiali del settore, essendo anche un docente universitario: l’Italiana Scuola d’Eccellenza in Wound Care (SEWC) dell’Associazione Italiana Ulcere Cutanee (AIUC) di cui sono stata nominata il coordinatore nazionale per l’area infermieristica; l’unico Wound Care Specialist Occidentale nominato come ‘committee member’ nella 2th International Conference on Biomaterials and Tissue Engineering a Tokyo – Giappone; l’invito ad esporre una relazione di un’ora al The World Union of Wound Healing Societies (WUWHS) ad Abu Dhabi – Emirati Arabi Uniti, promossa dal Dott. Craig Kennedy, CEO Inotec AMD Ltd –Cambridge U.K. e U.S.A. – per esser stato l’unico italiano ad aver pubblicato un articolo inerente l’efficacia ‘supplementary oxygen and wound healing’ sull’autorevole rivista internazionale ‘Wounds International’ e dove all’evento 2020 è stata accettata l’esposizione di n. 10 lavori scientifici inviati; la richiesta di collaborazione scientifica con esperti della Sanità Francese e Svizzera, dovuta alla presa in considerazione e visione di varie pubblicazioni effettuate, sia in campo nazionale che internazionale; la richiesta di collaborazione, aggiunta a parole di stima, del Prof Steven J. Berlin, Docente di Cattedra dell’Università di Boston, nonché Clinical Director nel Maryland – U.S.A.

Basilari nel raggiungimento di questo importantissimo traguardo sono stati i miei mentori come i Professori Elia Ricci, Marco Romanelli, Guido Ciprandi, Michelangelo Farina, Francesco Paolo Palumbo, Andrea Bellingeri, Corrado Maria Durante ed i fondamentali giochi di squadra con Alberto Garavello, Riccardo Garcea, Fabrizia Toscanella, Andrea Frasca, Nella Mosca, Marilena Palma, Marco Lassandro, Jane Clark, tutti professionisti eccelsi con un obiettivo comune: il wound healingh.

Il Covid come ha modificato la realtà sanitaria?

La Pandemia Covid-19 ci ha cambiato totalmente, i mesi passati sull’incertezza del futuro, ma anche del presente stesso, hanno dimostrato l’evidenza e l’importanza della professione infermieristica, risorsa indispensabile dei sistemi sanitari.

Ringrazio il Direttore della UOC Medicina Interna Dott. Giuseppe Lavra per la presenza, il sostegno continuo e quotidiano, UOC in cui rivesto il ruolo di Coordinatore Infermieristico e ringrazio infinitamente gli infermieri da me coordinati, a cui ho insegnato a non cadere, né a vacillare, veri e propri punti fermi, dove nei momenti di sconforto hanno avuto la forza ed il coraggio di non arrendersi mai, le mie rocce, tutti noi uniti da un filo invisibile, a loro va il mio plauso: Lorenza Latini, Angela De Angelis, Malgorzata Blazowska, Giulia Ceo, Marcello Di Mario, Assuntina Di Manno, Marco Chessa, Angela Silvestri, Antonio Cherubini, Sonia Cocco, Antonio Rutigliano, Stefano Racca, Giulia Pecoraro, Luana Petrucci, Enzo Canulli, Eleonora Leoncini e le Oss, vere colonne portanti, Silvia Ortega e Igina Coccoluto capitanate da Maurizio Saracino e Americo Taddei.

Indimenticabile la grande professionalità del Team degli addetti alla sanificazione capitanati da Fausto Caravella e Anastasia Arcadu, sempre presenti e disponibili.

A causa della pandemia, per la chiusura dei servizi, molti pazienti con lesioni cutanee complesse sono state lasciate a sé stessi o alla gestione familiare, con conseguente peggioramento e/o mortalità. Sono state molte le richieste d’aiuto che ho ricevuto da pazienti affetti da questa patologia e/o dai congiunti caregiver, sono stati supportati tutti in modalità smartwoking, mettendo a disposizione la mia professionalità, ottenendo risultati più che soddisfacenti. Proprio da questo mi è balenata l’idea di costituire un sistema informatico di supporto, unico al mondo nel suo genere, idea condivisa con le mie colonne di riferimento gli Infermieri Wound Care Specialist Ivan Santoro, genovese trapiantato a Bergamo ed Agata Russo di Torino, con i quali ho creato il percorso per la realizzazione del progetto, una stretta collaborazione professionale specialistica nata grazie all’AISLEC (Associazione Infermieristica Sulle Lesioni Cutanee).

Il sistema ‘stile network’, oltre ad avere un linguaggio standardizzato, fornirà linee di indirizzo inequivocabili basate su evidenze precise, a disposizione di utenti ed operatori, con lo scopo di guidare il percorso nelle scelte e di ridurre la discrezionalità, permetterà di avere a disposizione una rete di specialisti altamente formati nel wound care con possibilità di partecipare a ‘conference call’ con gli esperti, tramite prenotazione on-line, sarà possibile la ricerca multicentrica e fornire formazione da remoto con i migliori opinion- leader sia nazionali che internazionali.

Brava Sonia e in bocca al lupo per il futuro, sicuramente ancora pieno di speranze e di successi!

[Tratto da: www.assocarenews.it ]

Lesioni cutanee, il progetto della Asl Toscana sud est è di livello mondiale „Lesioni cutanee, il progetto della Asl Toscana sud est è di livello mondiale“.

Un riconoscimento di livello mondiale, che conferma l’eccellenza della sanità toscana per la “Rete delle lesioni cutanee” della Asl Toscana sud est. E’ arrivato dal “Journal of Wound Care”, una delle riviste scientifiche più autorevoli del settore. Lo scorso 1  marzo Sara Sandroni, Responsabile della Rete Lesioni Cutanee della Asl Toscana sud est, alla presenza di professionisti di tutto il mondo,  ha ritirato il premio per la “Gestione costo-efficacia nel trattamento delle lesioni cutanee” alla Banking Hall di Londra. Qui, ogni anno vengono consegnati riconoscimenti in base alla selezione operata dalla giuria tra un ampio dettaglio di progetti relativi alle lesioni cutanee.

“Con estrema gratificazione e soddisfazione ho ritirato questo premio che è frutto dell’impegno costante di tutti i professionisti che, ogni giorno a livello ospedaliero ma soprattutto territoriale, effettuano prese in cura complessa e trattamento di oltre 1000 assistiti portatori di lesioni cutanee – dichiara Sara Sandroni – Voglio ringraziare la Direzione Aziendale ed Infermieristica che ci ha dato i mezzi per conseguire questo risultato e tutti i miei collaboratori che, con impegno capacità e dedizione, hanno contribuito a questo traguardo che rappresenta tutto quello che ogni giorno mettiamo in pratica”. “Il premio ritirato da Sara – commenta Lorenzo Baragatti, direttore del Dipartimento delle professioni infermieristiche e ostetriche – riempie di orgoglio tutta la nostra comunità professionale e ci spinge fortemente a continuare sulla strada intrapresa all’interno della nuova organizzazione del Dipartimento, per la valorizzazione delle nostre competenze e la diffusione dell’expertise. L’obiettivo è di rendere una sempre migliore assistenza ai nostri cittadini. La dr.ssa Sara Sandroni rappresenta una vera e propria eccellenza aziendale, nazionale ed internazionale, nell’ambito delle lesioni cutanee e in qualità di responsabile della rete infermieristica aziendale contribuirà ancora di più ad apportare valore in questo ambito. Brava Sara!
[Tratto da: www.arezzonotizie.it ]

Il dito nella piaga compie 1 anno…

Ebbene sì! “Il dito nella piaga” compie un anno (circa 8000 contatti unici)… Un progetto nato in sordina, ma con la consapevolezza di poter fornire un aiuto ai colleghi e condividere con altri professionisti la nostra passione. Ringraziamo tutti i lettori e le lettrici per gli attestati di stima, le critiche costruttive e i consigli che ci hanno inviato, sperando di garantire con il passare del tempo una corretta informazione e infondere il nostro amore per il nostro lavoro.

Vi aspettiamo sempre più numerosi/e.

Grazie

Lo staff.

Alimenti a fini medici speciali, il giusto utilizzo si trasforma in risparmi per il Ssn

Muscaritoli (Sinuc): “In chirurgia oncologica, anche utilizzando le formule più costose con immunonutrienti, si ottiene un risparmio di 1.250 euro a paziente, grazie alla riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza. Ed esiste un’indicazione precisa al trattamento nutrizionale in neurologia nel 65% dei casi e in oncologia in almeno il 20%”

Il giusto utilizzo degli alimenti a fini medici speciali si trasforma in risparmi per il Ssn. A dirlo e a dare qualche numero è Maurizio Muscaritoli, presidente Sinuc (Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo) durante l’evento Nutrendo 2018. Considerando che in Europa le società scientifiche di settore stimano 33 milioni di persone a rischio malnutrizione per un costo sociale di circa 120 miliardi di euro “studi di farmaco-economia hanno stabilito che riconoscere e trattare in maniera adeguata la malnutrizione riduce i costi sanitari”, continua Muscaritoli. Alcuni esempi. “In chirurgia oncologica, anche utilizzando le formule più costose con immunonutrienti, si ottiene un risparmio di 1.250 euro a paziente, grazie alla riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza. Ed esiste un’indicazione precisa al trattamento nutrizionale in neurologia nel 65% dei casi e in oncologia in almeno il 20%”, conclude l’esperto.

Malnutrizione

Gli stakeholder presenti a Nutrendo lanciano un allarme sulla condizione di malnutrizione in cui versa una percentuale crescente di popolazione fragile del nostro Paese. Secondo le associazioni dei pazienti e le società scientifiche fino al 50% dei pazienti in ospedale in Italia è a rischio di malnutrizione. Il mancato trattamento di questa condizione incide pesantemente sia sugli effetti delle cure che sul budget sanitario. Le alterazioni dello stato nutrizionale sono altamente prevalenti nei malati oncologici e la malnutrizione per difetto è considerata “malattia nella malattia”.
Stando ai dati presentati a Nutrendo il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali. Il 43% è a rischio di malnutrizione che è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio). In una ricerca pubblicata sul Journal of Geriatric Oncology, spiegano le società scientifiche, su 143 pazienti con più di 70 anni, la malnutrizione è associata a un rischio di mortalità 2,6 volte più elevato.

Supplementazione calorico-eseguita

“È bene che i cittadini conoscano la differenza tra prodotti utilizzati nella Nutrizione Clinica e quelli utilizzati nell’alimentazione quotidiana comune. I prodotti denominati supplementi nutrizionali orali (Ons) sono alimenti a fini medici speciali (Afms) destinati alla prevenzione o al trattamento della malnutrizione calorico-proteica, indispensabili a correggere le alterazioni dovute a stati patologici”, spiega Anna Paonessa, responsabile del settore alimenti a fini medici speciali di Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari).

La politica e linee guida

Alcuni passi verso l’effettiva presa di coscienza da parte della classe politica e delle istituzioni sono stati fatti attraverso l’approvazione, nel 2017, in Conferenza Stato Regioni, delle linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici. “Le linee guida rischiano di rimanere largamente inapplicate – afferma ancora Muscaritoli “se le autorità preposte non vigileranno sulla loro applicazione con l’obiettivo di operare azioni correttive e allineare il trattamento nutrizionale, oggi scarsamente praticato, a quello indicato. Esiste, inoltre, l’urgente necessità di implementare percorsi assistenziali di nutrizione clinica per tutte le malattie riconosciute a forte impatto nutrizionale”.

[Tratto da: www.aboutpharma.com ]