Piaghino

Piaghino Ed.2- Ep.18:” Le posture”

Restare immobili per lunghi periodi può sembrare un comportamento innocuo, soprattutto quando una persona è costretta a letto a causa di una malattia, di un intervento chirurgico o di una ridotta autonomia. In realtà, l’immobilità rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute della pelle e può favorire la comparsa delle lesioni da pressione, una complicanza spesso sottovalutata ma potenzialmente grave. Per questo motivo è fondamentale che caregiver, familiari e operatori sanitari comprendano quanto il movimento rappresenti una vera e propria terapia preventiva.

Quando una persona rimane nella stessa posizione per troppo tempo, il peso del corpo si concentra su alcune aree, come il sacro, i talloni, i gomiti, le anche e le caviglie. La pressione esercitata tra l’osso e la superficie del letto o della sedia comprime i piccoli vasi sanguigni, ostacolando il normale afflusso di sangue ai tessuti. Questo fenomeno prende il nome di ischemia e comporta una riduzione dell’apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule.

Se la pressione persiste, le cellule iniziano a soffrire e, progressivamente, possono andare incontro a morte. È proprio questo processo che porta alla formazione delle lesioni da pressione, conosciute anche come piaghe da decubito. Contrariamente a quanto si pensa, queste lesioni non compaiono improvvisamente, ma sono il risultato di un danno che si sviluppa nel tempo e che spesso inizia in profondità, prima ancora che la pelle mostri segni evidenti.

Un aspetto particolarmente importante è che non servono necessariamente molte ore di immobilità perché il danno abbia inizio. In soggetti fragili, anziani, malnutriti o con una circolazione compromessa, anche un periodo compreso tra 30 e 60 minuti di pressione continua può essere sufficiente a provocare un’alterazione della perfusione dei tessuti. La durata del tempo necessario varia da persona a persona, ma il messaggio rimane chiaro: aspettare che compaiano rossore o dolore significa spesso intervenire troppo tardi.

La pelle rappresenta soltanto la parte visibile del problema. In molti casi il danno interessa prima i tessuti sottostanti, come il grasso e il muscolo, che sono particolarmente sensibili alla mancanza di ossigeno. Quando finalmente compare una lesione cutanea, il processo patologico può essere già avanzato.

Per questo motivo la prevenzione assume un ruolo fondamentale. Cambiare frequentemente posizione permette di redistribuire la pressione e di ripristinare la normale circolazione sanguigna nelle zone sottoposte a carico. Ogni piccolo movimento contribuisce a ossigenare i tessuti e a ridurre il rischio di danni permanenti.

Non sempre sono necessari grandi spostamenti. Anche lievi cambi di postura, una diversa inclinazione del tronco, il sollevamento temporaneo dei talloni o piccoli movimenti degli arti possono essere sufficienti a diminuire la pressione esercitata sulle aree più vulnerabili. Nelle persone che sono in grado di collaborare, è utile incoraggiare il movimento spontaneo e l’autonomia, mentre nei pazienti completamente dipendenti è fondamentale programmare regolari cambi posturali.

La prevenzione non si limita al movimento. Anche una corretta idratazione della pelle, un’adeguata alimentazione, il controllo dell’umidità dovuta a incontinenza o sudorazione e l’impiego di materassi e cuscini antidecubito rappresentano strategie complementari che contribuiscono a proteggere i tessuti. Tuttavia, nessun presidio può sostituire completamente il beneficio del movimento.

È utile ricordare che il movimento produce effetti positivi che vanno ben oltre la protezione della pelle. Favorisce la circolazione del sangue, migliora la respirazione, riduce il rischio di trombosi venosa, mantiene più efficiente la muscolatura, preserva la mobilità articolare e contribuisce anche al benessere psicologico della persona assistita. Per questo motivo può essere considerato un vero e proprio “farmaco naturale”, gratuito e privo di effetti collaterali quando viene adattato alle condizioni cliniche del paziente.

Il messaggio da trasmettere a chi assiste persone fragili è semplice ma fondamentale: ogni minuto trascorso senza muoversi aumenta il carico sui tessuti, mentre ogni movimento, anche minimo, rappresenta un’opportunità per proteggere la pelle e preservarne l’integrità. La prevenzione delle lesioni da pressione nasce da gesti quotidiani, costanti e apparentemente semplici, ma capaci di fare una grande differenza nella qualità di vita della persona assistita.

Di: Ivan Santoro

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