Alimenti a fini medici speciali, il giusto utilizzo si trasforma in risparmi per il Ssn

Muscaritoli (Sinuc): “In chirurgia oncologica, anche utilizzando le formule più costose con immunonutrienti, si ottiene un risparmio di 1.250 euro a paziente, grazie alla riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza. Ed esiste un’indicazione precisa al trattamento nutrizionale in neurologia nel 65% dei casi e in oncologia in almeno il 20%”

Il giusto utilizzo degli alimenti a fini medici speciali si trasforma in risparmi per il Ssn. A dirlo e a dare qualche numero è Maurizio Muscaritoli, presidente Sinuc (Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo) durante l’evento Nutrendo 2018. Considerando che in Europa le società scientifiche di settore stimano 33 milioni di persone a rischio malnutrizione per un costo sociale di circa 120 miliardi di euro “studi di farmaco-economia hanno stabilito che riconoscere e trattare in maniera adeguata la malnutrizione riduce i costi sanitari”, continua Muscaritoli. Alcuni esempi. “In chirurgia oncologica, anche utilizzando le formule più costose con immunonutrienti, si ottiene un risparmio di 1.250 euro a paziente, grazie alla riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza. Ed esiste un’indicazione precisa al trattamento nutrizionale in neurologia nel 65% dei casi e in oncologia in almeno il 20%”, conclude l’esperto.

Malnutrizione

Gli stakeholder presenti a Nutrendo lanciano un allarme sulla condizione di malnutrizione in cui versa una percentuale crescente di popolazione fragile del nostro Paese. Secondo le associazioni dei pazienti e le società scientifiche fino al 50% dei pazienti in ospedale in Italia è a rischio di malnutrizione. Il mancato trattamento di questa condizione incide pesantemente sia sugli effetti delle cure che sul budget sanitario. Le alterazioni dello stato nutrizionale sono altamente prevalenti nei malati oncologici e la malnutrizione per difetto è considerata “malattia nella malattia”.
Stando ai dati presentati a Nutrendo il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali. Il 43% è a rischio di malnutrizione che è presente nel 39% circa dei pazienti in trattamento attivo (chemio e radio). In una ricerca pubblicata sul Journal of Geriatric Oncology, spiegano le società scientifiche, su 143 pazienti con più di 70 anni, la malnutrizione è associata a un rischio di mortalità 2,6 volte più elevato.

Supplementazione calorico-eseguita

“È bene che i cittadini conoscano la differenza tra prodotti utilizzati nella Nutrizione Clinica e quelli utilizzati nell’alimentazione quotidiana comune. I prodotti denominati supplementi nutrizionali orali (Ons) sono alimenti a fini medici speciali (Afms) destinati alla prevenzione o al trattamento della malnutrizione calorico-proteica, indispensabili a correggere le alterazioni dovute a stati patologici”, spiega Anna Paonessa, responsabile del settore alimenti a fini medici speciali di Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari).

La politica e linee guida

Alcuni passi verso l’effettiva presa di coscienza da parte della classe politica e delle istituzioni sono stati fatti attraverso l’approvazione, nel 2017, in Conferenza Stato Regioni, delle linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici. “Le linee guida rischiano di rimanere largamente inapplicate – afferma ancora Muscaritoli “se le autorità preposte non vigileranno sulla loro applicazione con l’obiettivo di operare azioni correttive e allineare il trattamento nutrizionale, oggi scarsamente praticato, a quello indicato. Esiste, inoltre, l’urgente necessità di implementare percorsi assistenziali di nutrizione clinica per tutte le malattie riconosciute a forte impatto nutrizionale”.

[Tratto da: www.aboutpharma.com ]

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