Si è concluso il primo Webinar di Wulnotech™ in cui si è dato risalto ad un argomento che coinvolge tutti gli operatori sanitari ed i caregivers: La cute integra ed i fattori che ne influenzano l’omeostasi.

La vostra partecipazione è stata importante e a tutt’oggi ci pervengono ancora richieste in merito alla possibile seconda edizione, che stiamo organizzando a breve.

Per renderVi partecipi, alleghiamo una serie di grafici che dimostrano l’interessamento che avete avuto.

 

Grafico 1: Partecipanti al Webinar suddivisi per Professione

 

B: CHE CI SONO 4 PARTECIPANTI FUORI TEMPO QUINDI 532 ISCRIZIONI.

 

Grafico n. 2 Distribuzione geografica degli Infermieri che hanno partecipato

 

Grafico 2: Distribuzione geografica dei Caregiver che hanno partecipato.

 

Con grande onore, abbiamo supportato diverse Università menzionate nel grafico. Nasce così la nostra collaborazione con i Centri di Formazione per creare la cultura del Wound Care, con un linguaggio condiviso ed omogeneo. Ma non meno importante è stata la partecipazione degli addetti ai lavori. Medici, Podologi, Infermieri specialisti ed esperti ed infermieri che si approcciano alle Lesioni e che sono alla ricerca di informazioni mirate senza incorrere in fantomatiche ricette di Wound fuorvianti.

Ci ha fatto piacere constatare una numerosa presenza di caregivers e tatuatori. Quest’ultimi hanno dimostrato particolare interesse per l’argomento in quanto le conoscenze che derivano dal loro percorso di studi (in totale 90h.) si limita ad una infarinatura di varie materie di cui la Dermatologia. Ma all’interno del loro percorso formativo mancano tutte le informazioni di base sulla cute che li mettano in condizione di trattare sia il pre che il post-tatuaggio. Infatti, tali nozioni vanno ad evidenziare come sia carente la cultura relativa alla composizione dei prodotti che utilizzano rispetto ad una organicità di trattamento che prevede il rispetto della cute stessa.

Tuttavia, considerando che l’accesso al Webinar doveva avvenire tramite un Link inviato dalla nostra segreteria, i collegamenti rilevati sono stati molto più numerosi.

Il primo webinar ha avuto 905 collegamenti, il secondo 588.

 

Abstract del Webinar

 IVAN SANTORO

Ancora oggi ci sono troppi interventi, relativi alla cura delle lesioni, disomogenei che disorientano familiari/caregivers e in alcuni casi anche gli addetti ai lavori. Dovendo fronteggiare gli interventi di cura ci si trova, molto spesso a dover affrontare la situazione brancolando nel buio, con il rischio di commettere errori talvolta fatali. Per questo motivo si consiglia di rivolgersi ai professionisti del settore per avere un supporto qualificato oggettivo.

La Sars-COV2 ha letteralmente sbriciolato il territorio nazionale.  Da Febbraio 2020 a tutt’oggi per non far mancare il supporto al paziente fragile in questo periodo emergenziale pandemico, io e un gruppo di colleghi abbiamo utilizzato semplici devices in remoto (ad esempio i cellulari) per garantire un supporto adeguato e mirato sia ai colleghi che ai caregivers.

L’analisi della survey del Luglio 2020 di infermierewoundcare di Assocarenews.it, ha evidenziato come è ancor più necessario creare uno strumento di supporto per gli operatori sanitari che siano ospedalieri o extraospedalieri (tipo RSA o ADI) ed i caregivers sempre più solitari nella giungla assistenziale.

Cammin facendo la nostra idea di formazione ha preso corpo con Wulnotech®.  Un progetto che può e deve essere il futuro della prevenzione e del trattamento in tema di Wound Care. La formazione mirata è suddivisa in differenti step, con argomenti monotematici finalizzati alla creazione di  un Network italiano per definire un percorso Clinico Assistenziale sostenibile che rispecchi i principi dell’efficacia, dell’economicità e del costo-efficacia del trattamento.

Quando ci si approccia alla valutazione di un paziente a rischio d’ insorgenza di lesione cutanea o con lesione cutanea esistente, per non incorrere in prima persona o tutto il team in errori di comunicazione grossolani è necessari trascrivere ( su cartella informatizzata o cartacea) la tipologia della lesione cutanea in base all’ eziologia.

E’necessario attuare un percorso di valutazione / trascrizione che inquadri a 360° il paziente, incrociando tutti i dati anamnestici delle varie figure professionali. Prestando maggior cura nella segnalazione di lesioni già in atto.

L’ ultimo documento di posizionamento (2016 WOUNDS- WOUND INFECTION CLINICAL PRACTICE), modifica il paradigma e la definizione di lesione cutanea cronica: … E’una lesione a progressione lenta attraverso le fasi di riparazione, o la cui riparazione appare rallentata, interrotta o in stallo a causa di fattori intrinseci ed estrinseci che hanno un impatto sul soggetto e sulla sua lesione. Eliminando il fattore tempo che nella precedente descrizione era il riferimento che definiva la Lesione Cronica.

Resta fondamentale conoscere dapprima le varie fasi del processo di riparazione che sono le seguenti: EMOSTASI- INFIAMMATORIA- PROLIFERATIVA- RIEPITELIZZAZIONE e possono essere rallentate da una serie di fattori estrinseci ed intriseci differenti tra loro (BIOFILM, NECROSI, SLOUGH, INFEZIONE, FIBRINA E SEPSI).

Un ruolo determinante nell’ approccio alla cura della lesione secondo la best evidence medicine e la best evidence nursing, lo ricopre la WBP (Wound Bed Preparation- preparazione del letto della ferita).

La WBP definisce quali siano i componenti fondamentali da prendere in considerazione nella pratica clinica racchiudendoli nell’ acronimo T.I.M.E. sostituito nel Marzo 2019 con l’ultimo documento di posizionamento del JWC in T.I.M.E.R.S.  dove viene definito il concetto del sociale come influente nel processo di riparazione.

 

ALESSANDRA VERNACCHIA

La cute esige rispetto perché è un organo e noi molto spesso ce ne dimentichiamo sottoponendolo a numerosi fattori di stress. Ha diverse funzioni fondamentali quali: Barriera difensiva dell’organismo verso gli agenti esterni, regola l’assorbimento e le perdite di acqua, svolge un’azione battericida (ph), protegge dai raggi ultravioletti, svolge un’azione immunologica diretta e protegge il nostro corpo dagli insulti meccanici grazie alla sua resistenza. Qualora la cute si dovesse alterare tutte queste funzioni sarebbero compromesse, con inevitabili conseguenze.

Nel trattamento della cute integra i fattori che comportano la secchezza cutanea devono essere corretti nella maniera adeguata. L’uso dei saponi e dei detergenti deve essere moderato e si deve prestare più attenzione alle formulazioni utilizzate. La secchezza cutanea (effetto estetico) viene contrastata mediante l’ausilio delle creme idratanti, mentre gli olii vanno semplicemente a rinforzare il film idrolipidico. Gli effetti funzionali influiscono sulla perdita dell’omeostasi cutanea. E’ sconsigliato l’uso di borotalchi e di prodotti a base alcolica.

Quando ci approcciamo ad una lesione, fermo restando l’inquadramento olistico del paziente, lo strumento del TIMERS ci permette di pianificare/programmare gli interventi finalizzati al processo di riparazione finale. Secondo le varie fasi, si è in grado di procedere per step intervenendo in maniera mirata.

I principi che regolano i nostri interventi devono rispettare le indicazioni dell’evidence based medicine and evidence based nursing. Ma tutte riportano alla regola fondamentale di osservare: Efficacia, Efficienza e Costo- Efficacia. L’efficacia viene dimostrata dagli studi, l’efficienza indaga la capacità del prodotto di essere utilizzato nella pratica clinica, mentre il costo-efficacia si riferisce ai costi che si devono sostenere per affrontare il trattamento che si vuole perseguire.

Più volte durante il webinar è stato consigliato e sottolineato l’importanza di leggere le istruzioni d’uso del prodotto che vorremo utilizzare, per individuare le modalità corrette di utilizzo evitando di sprecare il prodotto stesso. Si deve considerare la formulazione, il confezionamento, la composizione (principio attivo), la struttura (tramatura, spessore … etc.), ed infine ma non meno importante i tempi di cambio.

Tali informazioni ci permettono di evitare lo spreco di medicazioni.  Nella pratica quotidiana si osservano prescrizioni in cui si abbinano medicazioni che hanno funzioni opposte e che rendono inefficace il trattamento. Oppure medicazioni che hanno la stessa funzione e che abbinate comportano solo un maggior costo-efficacia, perché la loro modalità di azione è sovrapponibile.

Tutte le nostre attività devono sempre rispettare le esigenze del paziente, in quanto integrato in un sistema sociale.

Quando devo pensare ad una medicazione devo sapere individuare di cosa ha bisogno la lesione. Si parte dal prodotto che ho a disposizione e di cui devo conoscere le funzioni, per arrivare a comprendere di cosa ha bisogno il paziente per sentirsi a proprio agio.

E’ indispensabile saper riconoscere i prodotti che ho a disposizione per poterli posizionare correttamente all’interno del TIMERS sviluppando un protocollo di cura. I protocolli servono proprio per colmare le incertezze degli operatori meno esperti.

Fermo restando che gli infermieri possono eseguire in autonomia le medicazioni, utilizzando i dispositivi medici che non necessitano di prescrizione. Le medicazioni che rientrano nella categoria dei “Farmaci” necessitano di prescrizione medica.

 

SONIA SILVESTRINI

Abbiamo dato risalto alle normative vigenti in ambito del Wound Care, spesso poco note e molte volte sottovalutate. Non dobbiamo dimenticare che Il 25-50% dei letti ospedalieri sono occupati da pazienti con lesioni cutanee, di cui il 55-60% sono ferite complesse. La malnutrizione è presente nel 40-50% dei pazienti ricoverati e nello specifico il 10-15% è affetto da malnutrizione grave.

In Italia circa 2 MLN sono le persone affette da lesioni cutanee di varia etiologia. (3% della Popolazione)

Circa il 15-25% della popolazione >85 aa. presenta un’ulcera.

Il 60% delle ulcere degli arti inferiori insorge dopo i 50 aa. E 460.000 sono le giornate lavorative perse dai pazienti con ulcera e/o loro familiari. La spesa del SSN è di 900 MLN.

Il Professionista che opera nel Wound Care è tenuto, per motivi etico-deontologici e per motivi giuridici, a focalizzare la sua attenzione ad ambiti precisi che riguardano le competenze che permettono il giusto approccio al mondo delle lesioni cutanee, con una precisa e specifica preparazione personale.

La figura dell‘ infermiere specialista viene definita attraverso la Legge 43/2006 grazie al riconoscimento della formazione post-base come definizione di competenze cliniche/gestionali avanzate. Il Professionista Specialista è il possessore del MASTER di 1° Livello per le Funzioni Specialistiche rilasciate dall’Università ai sensi del Decr. MIUR n.509/99 – art.1, e svolge attività che richiedono un elevato grado di esperienza e specializzazione, quali attività didattiche, di staff, di studio, di ricerca – art.2.

Il codice Penale con gli art.582 (lesione personale dolosa) e 590 c.p. ha evidenziano in modo indiscutibile la responsabilità professionale sia in ambito penale, civile che professionale. In esse sono comprese le possibili sanzioni di tipo amministrativo fino a prevedere la reclusione per le lesioni gravi. Nella prima parte, vengono suddivise le responsabilità: civili, penali e disciplinari secondo il codice giuridico, anche nel caso in cui ci si appresta a descrivere le attività attraverso la cartella infermieristica informatizzata o cartacea, rischiando ad esempio di omettere dati fondamentali ad esempio sulla descrizione del dolore del paziente, V° parametro vitale (G.U. n.65 19/3/2010- Legge 15/3/2010 n.38). Tutti gli operatori sanitari, ricoprono un ruolo fondamentale nelle cure del paziente colpito da LC e di conseguenza anche una responsabilità oggettiva e soggettiva, compresi gli OSS. Abbiamo dato risalto anche ad una pratica fino ad ora sottovalutata, “Il Tatuaggio”

Il tatuatore agendo sulla cute del cliente incorre in diversi rischi civili e penali, nonché risarcitori, se non si attiene a tutta una serie di requisiti amministrativi e comportamentali ( vedi Art. 2043 cod. civ.  Art. 590 cod. pen.).

In Sanità il termine appropriatezza è la misura di quanto una scelta o un intervento diagnostico o terapeutico sia adeguato rispetto alle esigenze del paziente e al contesto sanitario, Al contrario, viene considerata inappropriata una procedura il cui rischio sia superiore ai benefici attesi.

Quando si parla di best o malpractice, è necessario seguire procedure e/o protocolli validati da evidenze scientifiche, monitorare, valutare il paziente non dando nulla per scontato. Per malpractice intendiamo: quando l’errore non è fine a se stesso, ma reca un danno a chi lo riceve. Per quel che concerne le LC, secondo l‘ American Society of Hospital Pharmacy,  1/5 dei medicamenti verrebbero somministrati erroneamente e il 7% di questi sarebbero medicamenti potenzialmente pericolosi.

Prevenire l’errore, o riconoscerlo, imparare da esso e cercare di porvi rimedio prima che questo provochi altro danno, deve essere un nostro obiettivo primario.

Il peccato imperdonabile non è l’errore in se, ma NASCONDERLO.

Di: Santoro- Vernacchia- Silvestrini

 

Di admin

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